ntt De’Comentarj Intorno Ali'Istoria
Tra le maniere di tesserne rolteda’Provenzali, quella per nostro av-viso è la principale, che si chiamasti stanze continue, la quale distuesorte si truova fatta. L’una sorta si è quella, che è tutta d’endecasil-labi, le stanze sono di sei versi , e tutti i versi finiscono coll’ ultimeparole di queistella prima stanza ; e questo componimento si chiamaSestina, di cui abbiam parlato nella nostra Istoria, e parleremo a par-te in questa Ampliazione; l’altra è quella, la cui prima stanza e tut-ta di versi sciolti ettasillabi, est endecasillabi ordinari opportunamen-te, e le altre stanze seguenti anno le desinenze de’versi corrisponden-ti a quelle della prima stanza, di modo che con essa rimano tutteV equeste Canzoni il Dolce le chiama Distese, benché ài nome di Diste-sa convenga anche ad altre Canzoni, come si dirà appresso . Tale èla seguente idei Petrarca .
smerdi panni-, sanguigni, oscuri , o persi.Non vestì Donna unquanco ,
Ne ddr capelli in bionda treccia attorse ,
Sì bella, come questa, che mi spogliaD’arbitrio, e dal cammin di libertadeSeco mi tira sì , ch’io non sostegnoAlcun giogo men grave..
E se pur s’arma talora a dolersiL'anima, a cui , vien mancoConsiglio , ove'l marcir.1adduce in sorse,
Rappella lei dalla.sfrenata vogliaSubito vista, che dal cor mi radeOgni delira impresa, ed ogni sdegnaFa 7 veder lei soave .
E così seguita fino al fine: nel quale esempio s’avverta, chei princì-pi del quarto, e del sesto verso di tutte le stanze anch’eslì ricevono lerime da i principi del quarto, e sesto verso della prima , le quali ri-me in questa canzone sono ella,-e d ira, il che altresì facevano i Pro-sa) Semi,, venzali in sì fatre canzoni, (a)
prof. liba. A somiglianza di questa canzone il Cornazzano Poeta del secolo xv.
ne fece una, che è impressa tra le sue Rime: con ciò di vario però,che il penultimo verso della prima stanza si accorda nella rima coll'ultimo , che serve poi d’intercalare a tutte le altre stanze seguenti ,della qual maniera non abbiam trovato alcuno esempio tra gli anti-chi: anzi in questa canzone s’osserva un’altra stranissima cosa , per-ciocché il commiato solito a porsi in piè delle canzoni , e del qualesi ragionerà appresso, è tutto di versi rimari tra loro , e non già ri-ceventi la rima della prima stanza, tome richiede questa maniera: ilche apparisce dal seguente saggio di detta canzone.
Non è pensier che 7 mio secreto intendaNe fè che la mia avanceE giorno, e notte chiamo un nome saloCiò, eh e dentro al mio core io stesso il sentoE quel che exanima altri io proprio il provo' * Ne per tanto m’excuso del mio errore
Dica ehi vele, to vo servire Amore.
Gli
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