1 24 De' Cornea tarj- Intorno AH’ Istoria
FAMIGLIO.
Donne dolenti , e lacrimose in vista ,
Non state s iti ài suore ;
NI a venitene omai nella Cittade,.
Che la Regina già s , è rivestita.
Tutta di bianchi panni,
E s’apparecchia di voler portareOblazioni al tempio ; al qual destaChe vogliate ir con lei.
CHORO
fidunque tu non fai la cosa tristaChe ci conturba il cuore ?
Ne forse quella, a cui piti eh’altra accadiSaperlo, ancor l'intende., O nostra vita.
Piena sempre d’affauni.
J vengo teco-, i vengo per placare-Insieme anch'io con la Signora mia(Se non stan tarde) i Dei.
FAMIGLIO.lo sono stato lungamente intentoN far la casa colta,
Come ordinato haveva la Regina,
Però non haggio intesa alcuna cosa
Di quel, che fi sta fatto
Di fuori : adunque a voi, che lo sapete-,
( Poiché dolor vi da ) non sarà graveDi farlo manifesto . CORO
fjoimè, Signora, boirn'e, come paventoChe tu non mi sìa tolta ,
E vadi serva in terra peregrina,
E se ben la sentenzia me nascosa,
\ Pur vedo un pessimi atto,
< Che quel , eh'è già ne Pamorosa rete,
Non par, che fi rallegri, anzi l'aggraveDolore aspro, e molesto &c.
©-così seguita per altre quattro stanze..
Sotto questa-spezie si debbe riporre anche un’altra maniera di can-zoni , che usavano fra-gli. Antichi , nella prima stanza delle quali silasciava uno, o due, e forse più versi sciolti , i quali poi si accorda-vano, e rimavano co’versi, cheloro corrispondevano nella seconda stan-za , e coxì-si seguitava nelle altre stanze , accordando quei della ter-za con quei della quarta, e quei della quinta con quei desta sesta sinoal fine : desta qual maniera favella Dante (a) e loda molto in que-sto proposito Gotto Mantuano,, che fioriva a’suo'i tempi, e faceva as-sai belle canzoni , nelle quali era solito di lasciare un verso scompa-gnato , che si accordava poi nella, guisa detta di sopra > e ta,l. versoegli appellava chiave.. ( 37 )
Questa
( 37 ) Ni questa foggin di comporre dilettosi il Bembo , di cui nelle sue rimil f gg e st una Canzone, (he cominciai Ben ho da maledir 1 ’ empio S ignote