V64 De’ Cementai) Intorno AH’ Istoria
Pues questu veyre en pax de tous jours tou long courtE que duri bout dal monde a, Cantre, aias la renda .
Lous uns ens Kavals fiere, autres en granda ArmadaEn thez.aurs infinis , en Kaux.as transitoria!
Si fiz,an totalement, e y han esser ansa :
Adays tu , auras de Dieu d’excellentas vittoria !,
E tout ton poble avrà fa vollontat armadaA toviour tobescir per ton affeguransa.
Ma di questa spezie, della quale solamente ci riserviamo di far pa-rola, chi suste l’invencore, per cosa certa non si può affermare: con-tuttociò, come abbiam detto nella -nostra-Istoria , la sua perfezione«'attribuisce a fra Guitcone d’Arezzo -
In quanti modi sta stato variato il Sonetto dagî' Italiani circa laquantità diversi . C A P. X V.
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R questo componimento , ancorché Tufo sabbia fenduto d’unasola maniera a’nostri giorni, che è quella, che oltre al numero,e qualità de’versi detta di sopra , è divisa in due quadernari , i cuiversi si rispondono colla rima, cioè il primo col quarto , quinto , eottavo, e il secondo col terzo, sesto, e settimo-, ovvero il primo colterzo, quinto, e settimo, e il secondo col quarto , sesto , e ottavo;e in due terzetti di versi rimati, il primo col terzo, e col quinto, ilsecondo co! quarto, e col sesto ,' nondimeno in moltissimi modi è sta-to variato in ogni secolo, si nella quantità, e qualità de’versi, contenella tessitura, e qualità, e quantità delle rime , i quali modi , per-ché sarebbe non men difficile, che rincrescevo! cosa annoverarli tut-ti, noi anderemo trascegliendo, insino artantochè ne parranno baste-voli per soddisfare alla curiosità di chi legge.
Incominciando adunque dalla quantità de’ versi, gli Antichi usaro-no alle volte Raggiungere in fine d’ogni copula de’quadernarj un ver-setto di cinque sillabe di rima diversa dalle altre, e così anche nel sinde’rerzetti ; e questi sonetti da Antonio di Tempo nella sua Poeticasi chiamano Caudati ; nè di questa maniera abbiam noi veduto altroesempio , che quello trascritto nella nostra Istoria ( a ) il quale in-comincia Stolto è quell huomo &c. e alle volte ad ogni quaderna-rio aggiunsero un verso , facendolo di cinque versi, e lasciando leterzine di tre versi per ciascuna, secondo il solito; e di questi sonet-ti , dice il Redi ( A ) averne veduti in fra Guirtone ma nelle dilui Rime impresse certamente non ve ne fono ; e noi non ne abbiamveduto alcuno nè meno d’altro Autore ; e finalmente alle volte ag-giungevano un verso ali’ultimo terzetto , rimato coll’ultima rima,e continuante il sentimento , come si vede fatto nel seguente d’unM.Annibale Poeta, per quanto si può conoscere, del secolo xiv. ca-se )F«£Ì.5U. vato ài M.S. 580. della Chisiana (r )
Se Siila in Roma suscito remoreE di sangue la se corrente , e molle. E Mario in stmil caso ancor fa folle
In tenerla in sospetto, e in umore
( 1} 'Xjtbt a •pag. 19,
(b) tânnot.al Bctcc » inTose, pag.119.