sa ) Deeen-nal. io. fecol,
2. /E. 100.
rs§ ve' Comentarj Intorno ÂU’Istoria
Che non ejjendo , misera , d’alcuno ,
Come publìco ben dolse a ciascuno.
E il quarto è del mentovato Colonna , tratto da un MS. di sue Ri-me nella Severoliana, in cui ve ne sonomolti, niuno de’qualisitruo-ya tra le sue Poesie stampate.
... Amor, non mai traesti a Dori un dardo,
Ed hai pur Parco , Amore, e sei gagliardo.
- O quanti vendicato havrai Pastori ,
Se un dì saetti la selvaggia Dori »
Ada forse flral non ha la tua pharetraChe dura quercia 'ntagli, o punga pietra.
Ma M. Gabriello Simeoni buon Letterato del secolo xvi. dovetteavere opinione, che gli Epigrammi si dovessero scrivere in ottava ri-ma, perciocché egli , avendo ridotte in figure le Trasformazioni diOvvidio, in pie di ciascuna di esse pose un’bttava spiegativa, e al Li-bro, che fece imprimere in Lione Panno 1559. diede il seguente ti-tolo. Adetamorsoseo d'Ovidio figurato , & abbreviato in forma d’Epi-grammi : contuttociò egli è incontrastabil cosa, che il suddetto sia ilvero metro de gli Epigrammi, ed il più frequentato-.
A somiglianza di tal metro Lodovico Leporeo stravagantissimo com-positoi' di Rime del passato secolo xvir. fece le sue Deche, le qualisono stanze di dieci versi endecasillabiTimati adue adue, e con essecompose un Poemetto in suo stile intitolato Colpe , e Discolpe di Cu-pido, servando sempre nelle desinenze Lordine delle vocali, come di-mostra il seguente saggio, nel quale s’introduce Amore a favellar dise stesso.
Io pure in Cielo ardo di zelo castoImmerso spirto alPUniverso vasto.
Seme giocondo al baffo mondo innesto,
A Palme vita, a i corpi aita presto.
A gli animanti generanti astista,
E ’l perduto in altrui muto, e racquisto.
Dentro P ombra,^che 7 centro ingombra, ascoflo ,
Le forme alla materia informe accollo .
Onde di ogni herba, e fronde , e pianta , e fustoSerbo vigore, alma , calore, e gusto,
E’ben però vero, che altre Deche egli fece tessute diversamente >delle quali ne pubblicò un voltimetro intitolato Decadario trimetroPanno 1634. ove se ne leggono anche delle sdrucciole, e bisdruccio-le. Ma molto prima, che venisse al mondo il Leporeo, troviamo es-sere state messe in uso le Deche, benché d’altra tessitura; impercioc-ché tra le Notizie de' professori del Disegno raccolte dal Baldinucci[4] leggiamo, che Serafino Serafini Pittore Modanese, che fiorì cir-ca il 1390. nella Cappella della Famiglia de’Penati, eh’egli dipinsein S. Domenico di Ferrara , mise la seguente iscrizione , che Decaperappunto si dee nominare»
Aitile trecento con se pianta seiForano corso gPanni del Signore
El quarto entrava quando al so onore
Questa