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Volume primo.
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208
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ro§ De’ Comentarj Intorno* ÀI!’ Istòria

vuole, che tal carattere sulle ritrovato dal!’ Ariosto e messo in ufone’capitoli amorosi , che vanno impressi colle sue Rime , nondimenoa noi pare, che quei. capitoli sieno dell’istessa spezie di quello di MLCino riferito di sopra , e per conseguenza non, possan dirsi perfetteElegie. Dopo il Sannazzaro ne fecero delle nobilissime , e col pro-prio nome le intitolarono Luigi Alamanni, ilMinturno suddetto, Fa-(a) Lib.i, bio Galeota , di, cui demmo un saggio-nella nostra Istoria (a) e pa-ÌH- -43., recchi altri eccellenti ingegni del secolo xvi. Ma in questo secolo il

Firenzuola si prese piacere di scriverne aleuti© in versi sciolti > che si.leggono impresse tra le sue Rime ; e Lodovico Faremo aggiunse in-sino a comporne in istravagantissimo metro di sesta rima di- propriainvenzione , come apparisce dal seguente saggio dell’vii;, delle im-presse colie sue Nuove Fiamme.. , , - :j

Vien Lucilia, o Lucilia,, e porgi aita - , s * ■'

la Donna Real,*che non più mai* .. • !

Per Ritmami provò simil dolore : -, , ■

Non tardar -, vien, Lucitfa ; e con licore-: r >

D’herbe, e con pietre, in tutto leva homai ; t

Quel gran sospetto a la dubbiosa vita..

De vien, benigna Dea, vieni » o Lucina r . ■

E venendo ritogli a Rem pia morteColui,. che. Rama a par degli occhi suoi.

Vieni, & adopra i. gran rimedj tuoi : . 1

Traila di così dura,.acerba forte : .. , :-....

A tante voci il tuo soccorso inchina &c. (6i) >

Nel secolo seguente Girolamo Fontanella ne scrisse una in ottava ri*ma, che, è la xvi,. delle sue impresse, ed un’altra con molti lassici in-tramezzarti , che è la terzae il-Gonte Garlo della Lengueglia mol-te ne compose in quadernari ma però tutti con poco felice esito ,per la ripugnanza che anno sì fatti metri con questo carattere : ilperché i buoni Poeti de’nostri tempi, tralasciando ogni novità, annoripresa la prima maniera,, colla quale adoperando il dottissimo Bene-detto Menzini gli anni passati diede alla luce un Volume: d’Elegieper ogni circostanza lodevole ; e nella famosa Ragunanza de gli Ar-cadi il giudiziosissima Vincenzo Leonio donò, sotto il suo nome Pa-storale d’Uranio Tegeo , alle selve d’Arcadia questo carattere , pro-ducendovi una bellissima Elegia Pastorale ,1$. quale per non essere

impres-ser ) Oltre a questa lumiera strana del Paterno dì scriver elegie altra m~vene in quello steso suo libro tessuta di ternarj ma rimati fra di loro di tre intre versi senza concatenazione , e senza distinzione alcuna dell'uno dall’al*tro- ternario nella foggia che fiegue :. .

Quanti perigli il mar, quanti la terraTi minacciati non vedi, or che sei Fermo<

Di.seguir matte impetuoso e fieroGarantir» ; e via più Tòrrida guerraChe la pace ami ed al riposo infermoEsser ti pare e q,uel romor altero Ò'c.

Dì questa maniera di rimare altro esemplo se ne traeva nelle di lui Egli*,ghe , (ioì nella sesta delle Marame,