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Volume primo.
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248
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( a ) Vedi Vannot, num,62 .

248 De’Comentarj Intorno AH’Istoria

Sapor cierchando non chura nienteChe per lo meglio ài tutto e perdentePerche suo senno non ci val nienteudcchi vuole esser di se guidatore..

Bechi di se ne vuole esser maestroSenza virtù è dai vizio costrettoE da verità sempre sta sinistroSempre cierchando il più vile errore.

Jnnerror crescie chi non reveriscieLa sapienza che mai non falliseleChin nullo modo allui contradicieIl suo splendore non glientra nel corei

In cor non glientra la sua veritadePerche glie pieno di gran ciechitadeChi ingannato e vive avolontadeSempre ’l suo fine fi e confusione.

Sara confuso chi con suo ragioneTanto ciercando chefisa mutazioneE dispregiando a chi dei dare honorePiù oltre vuole che volse il Signiore .

E piti volendo none pin sapere-Ma con superbia voler contradireudì dolete Cristo che conoscici coreE il ben cierto mettere in qu isti on e .

Se quistionando laragion sacciechaPer dio fuggiamo fimortal fatichaChe più non mi nocie al cor carnale amìchaPerche nona ficonverta intenzione

Lantenzione buona fa Luomo fichuroPerche non teme venire allo schuroMa chi ben teme fi conserva puroPer nullo inganno diventa prigione.

Ifta dunque fermo sta fermo dichoE combattendo resisti al nimichoCogni consiglio ci val men chun ficheChe contradica alla prima intensione.

Oltre alle suddette, e ad altre maniere, se ne truovano anche in ni e*tro di canzoni perfette ; e tale potrebbe da noi giudicarsi quella delPetrarca fatta in lode di nostra Donna, come la giudicò colui , chefece la mentovata Raccolta del 1578. tra le altre Laude de gli An-tichi inserendola: ma perché in niun Codice del Petrarca da noi ve-duto si truova appellata con nome di lauda, però con quello di can-zone la lasceremo ; e pe’l saggio di questa maniera rimetteremo ilLettore al terzo Volume della presente Opera, dove egli troverà unacanzone di Madonna Lucrezia Tornabuoni, che è intitolata Lauda,della quale abbiam fatta menzione anche nella nostra Istoria (<*) edun’altra di Fra Girolamo Savonarola, detto Fra Girolamo da Fer-rara, coll'istesso titolo.

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