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Volume primo.
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t6o Ve' Comentarj Intorno Ali’ Istoria

ne’quali dà la berta a molti bevitori de'suoi tempi, descrivendogli,'e dipingendogli ai vivo , con somma , e graziosissima evidenza enella sua Compagnia del Mani eliace to , non men famosa, né men gra-ziosa.Opera, ove fa lo stesso di molti spigoli stri de’tempi stessi, I qua-li componimenti ancorché non portino il titolo di Satire , nondime-no la materia gli dichiara tali ; e per tali li riconobbe anche Nic-colò Valori, allorché di essi favellò nella Fifa del mentovato Loren-zo, chiamandoli Satire... Ma.con.questo titolo, le prime, che si fece-ro vedere in terza rima, furono quelle d’Antonio Vinciguerra Segre-tario delia Repubblica di Vinegia , come afferma 1 ’Accademico Al-(s.)x>isc.Boes .deano (a) il quale soggiunge , che elle anno molto piti del grave,Giocespag .%%,'che del ridicolo, e son torbide alquanto, e lotose nel fatto della linguaToscana; dopo lui ne fece 1’Ariosto, Èrcole Bentivoglio, Luigi Ala-manni, Pietro Nessi, e molti altri riferiti, e giudicati dal detto Al-deano, iquali insieme con non pochi altri., molto egregiamente scris-. feto in questo genere di Poesia; ma pure se mai usciranno alla luce■ quelle d’Euganio Libaste (77) si riconóscerà , che il secolo xvir. gliha accresciuto qualche cosa di più considerabile , che non ebbe nell*antecedente in ciascuna stelle parti, che la perfetta Satira costituisco-no , secondo le regole de’Maestri . Ora le Satire Toscane anoh’esse,al pari di quelle de’Greci, e de’Latini , ebbero diversità di materia,imperocché alcuni me composero di soggetti particolari , come fossoquelle del Petrarca , e quelle di Lorenzo de’Medici., riferite di so-pra., e quelle dell’Aretino, le quali anno assai più sembiante d’empjPasquini, che di leggiadri Satire: alcuni altri di correggere il vi-zio generalmente furon contenti ; e di questa maniera sono le sud-dette del Vinciguerra » e le più degli altri Autori mentovati di so-pra; e oltre ad effe, quella del Vincioli intorno alla Corte , riferitadall’Aldeano , e quelle di Monsignor Virginio Cesarmi. , e di Mon-signor Lorenzo. Azzolini , ambedue Poeti del secolo xvi 1. Né quidee tralasciarsi di dire., che Antonio Abati piacevol verseggiatore degli ultimi tempi, facendone parecchj, che tra le sue Frascherie man-dò alle stampe , per godere ogni libertà di dir male , le rivolse tutteaddosso a gli Asiani , e delle loro giornee si valse per ricoprir la ma-Sedicenza: nel che tutto ali’opposto fece Marco Antonio Barnabò daFuligno suo coetaneo , il quale traducendo le Satire di G io venale.,scambiò tutti i nomi delle persone in esse toccate, e punte; e vi mi-se quei de suoi conoscenti, i quali ne’vizi .eran lor simili / ma di talitraduzioni, per quanto noi sappiamo., non è finora uscita alcuna al-la luce.

Dovrebbesi in questo Capitolo far menzione di que’ componimen-ti , che pe’nostri Paesi van continuamente uscendo per mordere > evituperare le grandi, e ben costumate persone, i quali comunementePasquini, e Pasquinate Cappellano, tessute in ogni sorta di metro, edi versi: ma perché elle dannate sono , come enormi, sagrileghe, edempie, ne parrebbe troppo altamente errare, allorché per soddisfate

ali’

( 77 } Così chiamatasi tra gli Arcadi Benedetto Mentirti, le 'di cui Satirefurono di poi pubblicate col titolo seguente : Satire di Benedetto Menzitu ,Cittadino Fiorentino, A Amsterdam MDCCXVIII, in 8.