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Volume primo.
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Della Volgar Poesia Voi. I. Lib. IV. 175

secolo xvi. in Firenze furono una volta recitate ad un tempo stesso»e in uno stesso luogo la Mandragola, del Segretario Fiorentino , e 1*

Astìvolo di 6io. Maria Cecchi, ambedue Commedie in prosa* dellaqual recita iscrive il Doni (a) In Firenze nella Sala del Papa furo- ( a ) Marmino fatte due scene , una da una parte della Sala, e Valtra dall' altra, par. i. ragiondue prospettive Cuna di mano di Francesco Salviate, Valtra del Bron- 4 • pag. yt 4mino , due 'Commedie pitcetfolijfime la Mandragola , e V Ajstvolo : fatto Mar ~che era il primo atto di questa , /equitava V atto di quella , sempre ac- <0compagnandosi V una V altra senz.a intermedi, in modo che una Com-media era intermedio dell’altra . Solamente al principio cominciò laMusica , e al fine finì , Chiuderassi poi questo ragionamento con av-vertire , che tutte le Commedie furono sempre recitate , e non maicantate, fuorché i cori, o gPintermedj, fino a’tempi d’Ottavio Ri-nuccini, che s’avvisò di rappresentarle in musica* come si dirà nelRagionamento, che faremo delle Pastorali, e de'Drammi.

Dell'Egloghe . C AP. Vili.

D FXL’Egloga , come cosa attenente alla Comica, ora si vuol ra-gionare . Circa l’antichità di questa Poesia , dicemmo nella no-stra Istoria (b) che ella non passa innanzi la metà del secolo xv. se ( b }Lib. i.pure non vogliamo dichiarar per più antica quella del Sannazzaro da^n». 4 $.Pistoia , che per cosa de gli Antichi ne vien data dal Corbinelli traaltre antiche Rime , che egli fece imprimere dopo la Bella Mano diGiusto de Conti. Ma ora (che diesi sia del tempo, che fiorì il dettoSannazzaro, perciocché lo stile della sua Egloga, non pare, che olis-ca di soverchia antichità) molto innanzi ella esser nata potiamo af-fermare , avendone trovate due tra le mentovate Rime di Giusto de'

Conti, il qual fiori poco dopo il Petrarca: Puna tutta pastorale, cheincomincia. La notte torna, e Varia, e'l Ciel Camera, ed è tessutadi terzetti con mescolanza di versi rimati in mezzo alla Provenzale ,c di parecchi madrigali di varj metri 1 Palerà con molto del bosche-reccio, ma nulla del pastorale, che incomincia , Udite monti alpestrili miei versi , ed è tutta di terzetti , eoli' intercalate d'una manierada noi disopra avvertita nel favellar delle spezie deServentesi: se purquesta feconda non vogliam riputarla elegiaca, come parimente diso-pra abbiam detto al Capitolo dell’Elegia ; e oltre a queste , Eglogheanche sono tutte quelle Poesie, che il Boccaccio inserì nel suo Arne-se. Né monta, che Egloghe non sieno intitolate né dall'uno, né dall’altro , imperocché nelle Rime del Conti » e nell ' Ameto del Boccac-cio, secondo Fuso dt que’tempi niun titolo si truova , di modo clicle Poesie di questi, e d’alrri Canzonieri antichi non si distinguono 1’une dall'altre» che dal carattere, o dalla forma . Circa P origine poidell’Egloghe Toscane / se non si vuol dire, che i primi, che ne com-posero, prendessero ('esempio dagP Idillj de’Greci» o dall’Egloghe de’

Latini , potrebbe , s>er non uscire dalla nostra Toscana , sospicarsi ,che fossero derivaté da i madrigali , i quali , giusta la più comuneopinione, dalle mandre ebbero il nome; e ne’quali iprimi Padri nontrattarono, che macerie Empiici, e villerecce, e pastorali Amori, ed

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