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2.78 De’ Comentarj In torna AH'Istoria.
mimiche Pere-, vaghi Augelli amati:
Ecco a voi torna al fin , povero , e lieto ,
Il vostro Eleino , che da voi partisti ,
Per grave Povertà , mesto , inquieto.
Ah, se giammai di mie querele udistiSonar quest’ aer sacro ; e se’l mio duoloIn duri fasti-, e’n triste Piante io feristi :
Or di quel. duol mi doglio ; e in voi consoloE antico affanno , e di mia guerra ho pace :
Ricco, e felice, perche nudo, e solo.-Solo, se non che Amor, santo, e veraceSta meco, e mi dipinge in ogni FioreQuel ben, ch'io vidi, e si m’alletta, e piace -sfidi -, ah ch'io vidil e fu gioia, e dolore,feeder sk roax.o fieno, m Grotta vile,
Qual giglio infra le spine ,. il mio Signore .
Il mio Signor, che sì pietoso, e umile,
Per noi salvar, curvo le sfere, e sceseIn Terra, e non sdegno spoglia servile.
Chi mai più strana maraviglia intestiOh cara vista ! per cui, I alma erranteRicchezza,, e fasto a disprez.z.ar n’ apprese..
D’eccelse Torri, e di grand’Or fi vanteDi Giudea la superba alta. Reina :
Che son,, che vaglìon tante pompe, e tanteìSe ali inculca Betlemme il Ciel destina
Sue grafie', e ’n lei fatt’Uomo è il Re superno,.
Per l’Uom ritorre. a servitù meschina.
Sul! aspra rupe, nel più crudo Inverno„ Lieta fiorì l’Arbor di feste elettaE pace vi spiego, beli’ Arco eternoIvi il suolo, ingemmo pura ,, e perfetta,
Rugiada > e ’l Sole a mez.z.a notte apparse,.
Quel Sol, che di Giustizia ardor saetta.
Ala chi pria l’adoro ?_ chi vide ornar seDi luce il vero, al f olgorar de i raggi ?
Chi poteo , qui tra i vivi,, in Dio bearseìE erse i Regi,, e gli Eroi più augusti, e staggii .*
Ah, che primiera a tanto onor pervennePovera turba ài. Pastor selvaggi..
E intorno a lei, sulle stellanti penneSchiera librostì di Celesti Amori ;
Quando, salta Novella a portar venne ,
E dolci a Dio sacro plausi canori,
Sì dolci, che al paraggio; invan fi chiamaPaffer solingo, a Rosignuol, che plori.
Beata Povertade ! Elcìn ti bramaSenziaurea dote verginella sposa'.
Che pur sei bella , ancor che scura ,, e grama..
Nell