Band 
Volume primo.
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298
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2.98 Dc’Comentarj Intorno Ali'Istoria

santhtatis exempla fuerunt. Lucretia , Penelope, Scytbarum Regi»*Tomyris, ludith , Portin , Sul pìtia , qua Jìrigida priìts carmmibus ca-stimonia , matronalique fanti'nate e moribus , & Vita sua commendanein studia Isabella , qua santiiora ne optare quidem fasfìt, ita collaudan-tes evaferunt , ut su am quaque ei palmam de ferree . Severe aclts intuitepostremo rifui occastonem advetlus panda Silenus afelio , qui fi ve re is-sa vinolentus , fi ve ebrium fimularet , & qui fomm yinceretur, ruttiami jumento medio in hominum conspetlu dedit .

Di simili feste nel secolo xvx. nobilissime, e di grandissima spesastene fecero nelle corti di Firenze, di Urbino, e di Ferrara. Nel xvmbellissima fa quella, che fece in Vinegia, ha intorno a venticinqueanni, il Principe di Brunsuik nel Canai grande, ove tra l’ombre del-la notte comparve una smisurata Balena, sopra la quale sedeva Mor-feo Dio del Sonno. Cantò questi alcuna canzone; e poi apertosi ilMostro, si convertì in una Collina rappresentante una spezie di Cam-pi Elisj , o di Orci Esperidi, i cui alberi sì dentro i tronchi, comedentro le frutte, eran pieni di lumi,, che rendevano assai difettosa vi-sta: tra i quali in abiti teatrali era disposta gran quantità di Profes-sori di suono, i quali accompagnavano un picco! Dramma, che in ci-ma della Collina fu rappresentato con dolcissima musica . Ma olitaogni credere grandi, e magnifiche furon quelle fatte in Corte di Par-ma per le nozze del Principe Odoardo Panno 1690. le quali si veggo-no impresse. Non poche ne vide anche Roma; ed una maravigliosa-mente splendida, ed ingegnosa dovevane vedere sopra Tevere nel glo-rioso Pontificato di Papa Alessandro Vili. se non suste stata frastorna-ta dalla vacanza della Sede Pontificia, che troppo per tempo soprav-venne. Ella fu promossa, e ritrovata dal generosissimo Cardinale Ot-toboni Nipote.di quel Pontefice; ed era disposta in una gran Galeaarmata, entro la quale fingevasi, che gissero a diporto una Dama, edun Cavaliere; e dopo soavissima sinfonia cantassero d’amore: quandoall’improvviso veniva la Galea investita da una Fusta di Corsari, etra-mendue attaccatasi zuffa, la sinfonia di placida si volgeva in guerrie-ra, servendo al combattimento, e accompagnando in non più uditamaniera un frequente sparo di pezzi , e d’altri simili strumenti daguerra: finché racquetatosi alquanto il romore , dalla bellezza dellaDama vinta la ferocia dei Corsaro , si terminava la festa con una mol-to vaga, e nobile serenata.

A questa spezie ^appartengono altresì le mascherate, che col mes-colamento della musica si fanno nel Carnovale, le quali molto anti-che fono, massimamente in Firenze. - ma elle dagli Uomini, che vis-ser quivi Qno al tempo di Lorenzo de’Medici il Vecchio non si sape-vano fare in altra guisa, che contraffacendo le Madonne solite anda-re per le Calen di Maggio; e così vestiti anso di Donne e di Fan-ciulle cantavano canzoni a ballo: la qual maniera di cantare conside-rando poi il mentovato Lorenzo esser sempre la medesima, pensò divariare, non solamente il canto, ma le invenzioni, e il modo di com-porre le parole, inventando canzoni con altri metri, e facendole met-ter sotto le note con nuove, e diverse arie ; e la prima, che suste insimil guisa cantata , fu d’Uomini , che vendevano berriquocoli, e

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