Della Volgar Poesia Voli. siisi. I V. 313
la metà del mentovato secolo, non trovandosene prima del fiorir di Fran-cesco Calducci, che morì circa Fanno 164.5. tra le Rime del quale nesono due, l’uno intitolato la Fede, ove si spiega il Sagrifiziod’Àbra-mo, e l’altro il Trionfo sopra la Santissima Vergine ; e sebbene Gia-no Nic'io Eritreo, o sia Gio. Vettore de’Rossi, il qual fiorì anche pri-ma del 1640. favellando di Loreto Veitorj eccellente Musico, e buonPoeta Spoletino, dice, che F udì ne!FOratorio suddetto, dove soven-te cantar soleva ( a ) NoEle guadano Aiagdalenasua deflentis crimina , ( a )Psnnacot./eque ad Cbristi pedes abiicientis , quenmontam canentem , il qual la- a ' tsra ». 68.mento potè essere di quella spezie di Poesia, della qual favelliamo;nondimeno per non sapersi l’Autore di essa, nè il tempo preciso, chefu cantata, non può dirsi, eh’ella precedesse gli Oratorj del Calduc-ci.' siccome nè meno può dirsi , che gli precedessero le Vite di S.
Francesco, e di S. Antonio di Padova , che nel!'Oratorio di Romaessersi ascoltare , apparisce da una lettera del P. Giovenale Ancinascritta Fanno 1576. e stampata nella Vita di S. Filippo del Caccio ;perche non fi fa se ci seno furono cantate in musica, o spiegate in pro-sa ne’Sermoni de’Padri.
Or sì fatti componimenti da principio furono drammatici misti colnarrativo, perciocché il Poeta sotto nome d'I storia, come in quei delCalducci, o di Testo, come in tutti gli altri, intròduceva gFInter-locutori a parlare; e comechè la maniera del Testo lungo tempo, efino a’giorni nostri abbia durato, contuttociò ha degli anni, che èita in disuso; ed ora si tessono tutti drammatici. Inoltre se ne fannoparabolici, e ideali ; ed altri di Personaggi reali, che ora sono i piùfrequenti •> ed altri finalmente misti d’ambedue le mentovate spezie diPersonaggi; nè per lo-più si dividono, che in due parti, le quali col-la musica soglion durare intorno a due ore : avvegnaché MalatestaStrinati, e Giulio Cesare Grazimi, ambedue Letterati di sommo pre-gio, abbian dato alle stampe, il primo un’Oratorio sopra S. Adriano di-viso in tre atti, ciascuno contenente più scene; e il secondo un’altrodi S. Giorgio diviso in cinque. In essi non si osserva nè mutazionedi luogo, nè lunghezza di tempo; perché cantandosi senza rappresen-tarsi, a nulla montano queste, e simili altre avvertenze. I loro versisono a somiglianza di quei de’ Drammi musicali , cioè rimati senzalegge, e ripieni d’arie; e veramente riescono gratissimi ad udirsi,quando sono composti da’buoni Autori, come sono quei, tra’mor-ti, del Cardinale Pier Matteo Ferrucci, e di Gio. Filippo Fermino ,
Prelato della Corte di Roma; e tra i viventi, quei de’Cardinali Be-nedetto Panfilio, e Pietro Ottoboni, che sì in questa, come in ognialtra maniera di Poesia, sono degni di grandissima lode, fendo ambe-due giunti all’eccellenza.
Ma sebbene gli Oratorj sono al presente in tanto vigore, non peròdi quelle prime maniere di cantar cose sacre si è affatto perduto Fuso; imperciocché se ne vanno sentendo con titolo di Cantate per lopiù dialogistiche, massimamente la State , che gli stessi Padri dellaVallicella sogliono prendere nell’Orto de’Padri di Sant’Onofrio i lorospirituali divertimenti. Il qual costume in alcuni tempidell'annosuo-le anche praticarsi con bella splendidezza dal Cardinal Gio. BatistaCrcfc. Jfi. Folg. Poesia . TomJ, X Spino-