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Volume primo.
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331
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(b)Disc.delPoem, E rote.lib.z.pag.tf*

-46.

Della Volgar Poesia Voi. I. Lib. V. ,3 3*

Yt; e pure manifestamente apparisce il contrario per le cose dette» es-sendo eglino assai piti moderni ; ne «fi queidegli Arabi trovandosi in Eu-ropa memoria alcuna. E noi tanto più così giudichiamo» quanto piùsappiamo che gli Arabi furono molto amanti della Poesìa» e che perconseguenza avrebbero dovuto gli 61 Spagnuoli prender da loro anchequestuaste» che è unita» anzi una cosa stessa col romanzare; ma egli-no non così fecero» perche la Poesia Spagnuola » siccome nelle sue for-me è simile all’Italiana» così dovette essere' stata pigliata anch’essadaquello stesso fonte, donde la prese l'Italia, cioè dalla Provenza, chesenza dubbia a tutta F Europa fu maestra » e nel romanzare» e nel ( z }gìc.gìu-poetare, e particolarmente alla Spagna £<a} appo la quale quest’arte^, T radu-fu tanto meglio» che tra i Francesi, maneggiata, massimamente nel- zic „ e ^ e n ete materie amorose, che il giudiziosissimo Torquato Tasso [ ] non di>- vite de’ Poetibitò dissennare a favor de’Romanzatoti Spagnuoli. Qu alunque sesie Provens. delcolui, che ci descrisse Amadigi amante d' Gruma , merita maggior lo Nostradam.de, che alcuno degli Scrittori Francesi, e non traggo di questo numero Ar- Eetter.a'Let~naldo Daniello, il quale scrisse di Lancillotto , quantunque dicesse Dante . 1T *

Rime d’Amore, e prose di RomanciSoverchiò tutti, e lascia dir gli stolti,

Che quel di Limosi credon, che avanzi.

Aia s’egli avesse letto Amadigi di Gaula , o quel di Grecia , o Prima-sorie » per avventura avrebbe mutata opinione, perché piti nobilmente »

con maggior costanza sono descrittigli Amori da"Poeti Spagnuoli, chesta i Francesi: se pur non merita d’esser tolto da questo numero Gironeil Cortese, il quale castiga così gravemente la sua amorosa incontinenza*alla fontana .

Noi ben sappiamo, che oltre alfa Spagna» pretendono Ponore diquesto Romanzo la Fiandra, e la Francia, siccome riferisce l’Uezio[e] e altresì l’Inghilterra, dalla cui lingua, dice il Tasso suddetto »estere stato cavato (d) contuttociò il concediamo alla Spagna, per- (c) Loc.cir,che » oltre alle ragioni, che diremo appresso, l’Uezio nulla afferma,ne pruova, ne decide,* e il Tasso si riserbo di giustificare la sua osser- J %vazione con una scrittura, che avrebbe messa innanzi al suo Poema: Giòlito 1575Iil che poi non fece , siccome si riconosce dalle edizioni di esso . O!-tre a che contra lui militano la mancanza del testo Inglese» del qualenoi per diligenze fatte, non abbiam fin ora potuto avere notizia al-cuna: qualche amarezza, che egli aveva colla Spagna, dalla quale po-tè lasciarsi persuadere a credere altrui ciò, che non dice d’aver vedu-to; e finalmente 1 ’autorità; di Torquato suo figliuolo, che non so-lo questo Romanzo dichiara Spagnuolo, ma l’annovera in primo luo-go tra j Romanzi di quella Nazione, come appresso vedremo. Orutfaltro Romanzo si attribuisce a questa Nazione, ed è l'Istoria favolo-sa di Guerrin da Durazzo intitolata il Meschino, cui tradusse in ver-si Italiani Tullia d’Aragona nel secolo xv 1. dicendo averla tolta dal-lo Spagnuolo [e] ma quel testo, che ella vide, dovette certamenteesser traduzione: imperocché l'originale, al vero dire, è Italiano :V a » rt, ‘Me-affermando il Poccianti [/"] che l’Autore di esso suste un’Andrea diPatria Fiorentino, e che a’suoi tempi se ne conservava un Testo & script. Pio-penna nella Eibblioteca dc’Gaddi. Una copia MS. in carta pecora rent,’t*g,iQ.

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