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Volume primo.
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337
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Della Volgar Poesia Vol.l. siisi. V. 337

la Crusca, o che abbiano avuto tra noi l’elitre , come sono le Centonovelle antiche , alcune delle quali , che nascessero innanzi a Dante,afferma il Salviati ( a ) e il Ctriffo Calvaneo, che fu composto Tanno ( a ) j( vver .1303. da un Maestro Girolamo, siccome riferisce il medesimo Sai- tir». Vol.Uib.viati (b) portando le parole , che si ritrovano in pie del testo MS. 1. cap.iz.pag-da lui vedute, che dicono Finito addì 8. à'Aprile mille trecento tre per * 33 -me Maestro Girolamo composto questa materia : nè noi affermeremmo (M Loc 'senza dubbio , che prima del Boccaccio nascesse tra noi alcun Ro-?^’ 109,manzo in versi . Ma con tutto che gì’Italiani prendessero T arte delromanzare da i Provenzali , non per canto loro dee negarsi la gloriad’averla sollevata alla perfezione : mentre non solo i nostri [e] ma ( c ) Mìntum,gli stesti Francesi [a!] affermano , che i Romanzi Provenzali , nati, T *s Cme prodotti dall’ ignoranza , non erano altro , che un fascio di finzio-ni grossolane, attaccare surra assalita, e ben lontane dalla purità dell locarte, e delTeleganza: il che mosse peravventura il gran Torquato [ e ]cit.pa?!$'g! *a preporre il Romanzo d’Amadis di Gaula a tutti quei de’ Francesi ,( e ) DÌs c .'d 4senza eccettuar nè meno Arnaldo Daniellò , che scrisse di Lancillot 'Poema Eroicoto , e a cui Dante diede il primato infra i Romanzatoti : la quale pag.tf.opinione, dice il Tasso, avrebbe egli mutata , se avesse letto Amadisdi Gaula , quello di Grecia , o il Primaleone . Ali’incontro i nostrifin dal bel principio attesero con istudio a dar loro quella perfezione,della quale erano capevoli, come appresso farem vedere.

Del resto molto ci maravigliatilo , che un Prelato di sì alta erudi-zione , e di sì grande intendimento , come T Uezio, con tanta faci-lità affermi, siccome abbiam detto di sopra, che ne’tempi mentovatiPltalia fosse la parte più occupata dall’ignoranza , che avesse l’Euro-pa ; e che quei pochi Letterati , che produsse , li riconoscesse dalTUniversità di Parigi, dove erano andati a studiare: perciocché Usto-rie dimostrano apertamente il contrario in tutte le professioni scien-tifiche 3 e sebbene a noi non s’appartiene favellare, che intorno alla Poe-sia, nondimeno, quanto è permesso a lui , in favellando de’Roman-zi , uscire di strada , e divertirsi nelle scienze, e nelle lodi dell’ Uni-versità di Parigi , nella quale non v’è memoria che s’insegnasse a poe-tare, non che a romanzare ; tanto ci avvisiamo , che possa conveni-re anche a noi il fare in grazia della verità , e per difendere la no-stra Nazione, questa brevissima digressione, la quale contuttociò (s) Jacob.aneli’essa chiuderà al proposito del nostro argomento . Prima dunque Philipp, To~di pronunziare così risoluta sentenza contro ali’Italia , doveva l’U mas. in Gy-zio avvertire, clic in essa fiorivano in que’cempi tali Università, che Fata -

gl Italiani non avevano alcun bisogno di ricorrere altrove per apparar ■ vin ‘ llb " I *le scienze . Ci era , tra le altre molte , TUniversità di Padova , alla f 7 )serat>f>’ 'quale sanno 1222. Federigo lì. Imperadore diede privilegi amplissimi Gkir arche*'(/) segno evidente, che ella, comedie molto prima istituita, allora Star. dì jbI-più , che per lo innanzi » fioriva . Ci era quella di Bologna (g ) la logn. to.ijib.quale (in dalsanno 1205. cotanto crebbe, che circa sanno 1217. fio- a.p*g.ui. &riva sopra tutte le altre. Ci era quella di Napoli, nella quale {h) T II1 -anno suddetto 1222. il mentovato Federigo , per sodio , che avevacontra i Bolognesi , cercò indarno di trasportare anche quella dellaloro Città. E ci era quella di Ferrara-, che fu fondata dall’istesso Fc - m '

derigo,