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Volume primo.
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341
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Della Volgar Poesia Voi. I. Lib. V. 341

abbiam-detto . Si valsero i nostri di molti Eroi, di molte azioni , dimolte finzioni, e pigliarono il materiale donde poterono averlo , to-gliendolo anche dalla viltà: ma opportunamente, e con giusto ordineil misero in opera : la qual disposizione sempre più aumentatasi, ven-ne finalmente a fabbricare belle tele di varie fila , le quali tanto uni-versalmente piacquero, e furono stimate pregievoli, che non bastò ali’

Ariosto di dichiararsi alla scoperta d’aver lavorato a capriccio , conque’ versi,

E perche varie fila a varie tele

Pope mi son , che tutte ordire intenda ,perché da molti non suste riputato il suo Furioso perfetto Poema Eroi»co. Anzi la varietà delle cose giudiziosamente ordinate, e intrecciateinsieme di tal maniera adopera in questa Poesia , che quei Romanzifono più graditi, ed in pregio avuti , i quali più abbondano d’azio-ni, e d’attori , e quinci adiviene , che veggiain tuttavia per le manide’Letterati il Romanzo predetto dell’Ariosto lavorato senza nessunaregola, e non già vi veggi amo 1 ’ Avarchide dell’Alamanni a moltis-simi affatto ignota , la quale l’Autore assenna averla composta su’lmodello de\¥ Iliade d’Omero (a) Né il Adeschino di Tullia d’Arago-na , che per nostro avviso può nella tessitura paragonarsi ali’ Odisseadel medesimo Omero, contenendo l’imprese d’un solo Eroe dirette adun sol fine, cioè del Guerrino inteso a ritrovar suo Padre,

Lo stile di questi Poemi non eccedè mai il mezzano , e il metrofu l’Ottava Rima , che a tale effetto ritrovò il Boccaccio ; e dopo luigeneralmente fu messa in opera , non solo da ambedue i Pulci , dalBoiardo , dal Cieco da Ferrara* dall’Ariosto, da Bernardo Tasso, e da al-tri lor pari; ma anche daqueidi niun grido, come sono gli Autori del-¥ Ancroia, del Danese , dell 'Aspramonte, della Spagna , della Adarfi/aBizzarra , e infiniti altri simili, a’quali assai ben conviene la lode, (b) Risposi,che dà loro finser inato secondo (b) di pessimi , e scempiati Poeti; e alla Replìc. dicomedie Lodovico Ariosto s’avvisasse , che la Terza rima solfe più Camil, Pelle.adattata per sì fatta bisogna, nondimeno » avendo in terzetti comin- i r -} a S- 34.ciato il Furioso , come si vede dalle sue Rime , ove è impresso talprincipio, ( 90 ) tostamente si penti, e ripresolo da capo, aneli’egli ilcompose in ottava rima. Ma non così fece un Francesco de’LodoviciViniziano , il quale essendo dello stesso parere , e credendo di unacosa rifiutata da quel grand’Uomo , che è FAriosto, farne una nuo-va , si pose a fabbricare in terzetti un grosso Romanzo intitolato ilTrionfo di Carlo , e diviso in due parti , continenti , ciascuna centoCapitoli , eh’egli appella Canti t il quale pubblicò egli medesimo.in

Vine-

(90) i’ Ariosi 0 non cominciò mai in terza rima il furioso , ma iensì un poe-ma di soggetto diyerfìjsimo , come si ricava evidentemente da quel frammenteche legge fi nelle sue rime, dove propone di cantar, l’arme e gli affanni

D’amor che un Cavaiser sostenne graviPeregrinando in terra e in mar molt’anni "

E questo cavaliero non suole esser per certo Orlando, tanto più eh' egli discen-de al tempo di Filippo il Belle, che regnò in Francia molto tempo dopo di Car-lo Magno , c