Della Volgar Poesia Voli. Life. Vî. 349
ventura, che si discosto da questa maniera , e più saviamente si valsedello scherzo, e del riso; e sebbene egli non può paragonarsi co’men-covati nella scelta della lingua , e de’modi del fraseggi a re, nondime-no gli supera nel!’economia del dire, e nella frequenza, e naturalez-za de’concetti piacevoli, e spiritosi: imperocché quasi rutti i suoi pre-decessori , e contemporanei , acciocché risalti alcun bizzarro concet-to , sogliono promoverlo con lungo giro di molte , e molte terzineonde adiviene , che il riso , che poi il Lettore cava da quello , noncompensi la noia, e il rincrescimento, che ha egli bene spesso ricevu-to dalla lezione delle tante parole insilate , che Io precedono . Maal Cavalier Marini trovatore di tutte le spezie poetiche , che fu vagodi trattare , non piacque l’avviso del Caporali anzi aumentando lamaniera antica , scopertamente si diede ad empier di lascivie , e dioscenità i suoi piacevoli cothponimenti ; e non pochi seguaci egli eb-be , ed ha tuttavia , i quali non si conviene qui nominare . Moltis-simi furono quei, che nel passato secolo applicarono l'ingegno al pia-cevole verseggiare ; e Francesco Melosio non lontano dagli anni no-stri una nuova maniera ne mise fuori, la quale tutta si ristringe neh’uso d’equivoci concettosi, e di bizzarri contrapposti; e perché di lui silegge un grosso.volume di simili Poesie, però di esse torrem saggio daalcun’altro de’nostri tempi e questi farà Anton Francesco Nucci, chetra gli altri suoi studj Poetici, talora il Melosiano stile suole con bel-la vivacità maneggiare. Venendo egli adunque forzato da questoTri-bunale delie Strade al risarcimento della via dinanzi alla porta della-sua casa , produsse il seguente sonetto , che liberollo dal pagamento,a cui per ciò era tenuto.
Rifar la strada, or eh’bà disfatto il tettoLa desolata mia Casa delusaìE si mi piove al tavolino, e in letto,
Che bella fresca è sempre la mia MusaiDove mi volgo sguaz.z.0 a mio dispettoDa’rinfreschi del Cielo alla rinfusa ;
E a questo mal composto Poemettoj 4 d ogni Stanzia sua manca la chiusa ,
Io la Selciata ? una selciata vadaJl chi me ne ragiona , o me la noma ?
Chi tien la casa mia pria che non cadaîE chi m acconcia il tetto in buono idioma ;
Ch’ a rassettar la Strada, ah non v e strada ,
Ch’ io fabbrico in C art ago, e non in Roma.
Questo stile Melosiano ha fatto gran romore per molti anni , con-tuttoché non pochi quello del sterni mantenessero vivo , particolar-mente in Firenze, dove, non senza però qualche taccia nel costume,graziosissimi riusciti sono, tra parecchi altri, Alessandro Allegri, Mar-co Lamberti, Curzio Marignolle, Bastiano Porceilotti, ed un Persia-ni , ed un Ruspoii . Ma ora unita alla grazia del sterni , la modestiadel Caporali molti professano; e sopra tutti Giovan statista Fagiuoli,( 92) che , per vero dire , in simili piacevolezze oggimai ha pochiCresc.Ist.Volg. Poesia . Tom.I. Z 3 pari,
(91) L'anno presente uscirono alla luce le sue Poesie col titolo seguente :