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Volume primo.
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359
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Della Volgar Poesia Voi. I. Lib. VI. 359

che io ho replicato le parole steste, e formali di Bétto Arrighi, il qua-le dice, che pensando tu-, che i suoi Giganti fossero andati male-, non fitrovando in Firenze , chi gli avesse , e che lui , che era infermo grave-mente , dovesse tosto pastare ali’altra vita , tenendo appresso di te là’Co-pia , che imbolasti allo Stradino , ti sei messo a comporre la Gigantea,dove non solamente l'invenzione, ì concetti, le parole, e i versi interi,ma gli hai rubato le stante intere poco-, o nulla mutate ; perciocché quel-le cose, che di tuo vi hai aggiunte , son tanto fuori d’ogni verisimile , ed'ogni convenevolezza , che non fu mai ne composto , né pensato la piùsolenne, e ridicola santocccria : onde il nominato Beffo sospinto da giustosdegno s'é messo a ricomporgli, avendogli benissimo nella memoria ; e senon /’ aveste impedito la malattia , sarebbero a quest’ otta fuori . E permostrare al mondo il furto da te fattogli , vi ha nuovamente aggiuntoun Gigantino ; e perche meglio s’intenda fatto per tuo conto, Iosa Veniredi quel di Fifa , sgrignato , e con le altre appartenenze , che tu vedrai-,come le due sottoscritte stanze ( da lui avute con grandissima 'difficoltà)ne sanno chiara testimonianza .

Questo Gigante superbo assassinoDi quel di Pisa avea seco menatoUn Gigantuzzo gobbo Contadino,

Ch’era et un Birro , e d’una Strega nato :

Piit brutto-, e contrasatto, che Longino:

Pin che Adargutte tristo, e scellerato :

D'ogni vizio ricetto, e calamitàAia sopra tutto Ladro per la vita-.

JVon lancia, o stocco questo trasurelloJVé armadura avea, né destriero :

Sol per nocer portava un grimaldello ;

Peroche gli sperava di leggieroLa gran porta del Cielo aprir con elio,

• Ed appicciarvi fuoco avea pensiero :

E mentre che dormivan , gl’era avvisoD'arder gli Dei con tutto il Paradiso.

Se i Giganti dell’Arrighi abbian mai veduto la pubblica luce , noiBo’l sappiamo: sappiam bene, che il Lasca, non contento d'aver sar-to schiamazzo coll’Amelunghi per questo conto, compose a competen-za sì della Gigaritea di lui, che della Nanea -, la sua Guerra de’ Ado-Jlri, nella quale fìnge, che i Mostri testino vincitori del Cielo, cac-ciandone i Nani, ed affatto sterminando e quelli, ei Giganti, i qualis’erano pacificati, ed uniti contro di loro.

Della Poesia Burchiellesc'a , e delle sue Ragioni. CAP. IV.

T TRA le maniere piacevoli debbé aver luogo anche quella , chènon ha in se sentimento di sorta alcuna -, e nulla conclude , pereiìei composta di semplici svarióni. Di essa fu inventore (a) il Bur-chiello, e però Burchiellesca viene appellata , come dicemmo nellanostra Istoria ( b ) dove di sì fatta cosa abbiam parlato abbastan-za . Laonde altro qui non diremo , se non che ella quanto nel se-colo

( a ) Intornoa ciò vedi dìsopra a pag.39. e \o.Van-noi. 12.

( b,' Lib. 1,pag, 39.