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Volume primo.
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37* De’Comentarj Intorno AH' Istoria

una si è, quando la Prosa serve di contento, e spiegazione a i versi;e di questa fu inventore Dante t die la sua Vita. nuova, ed il suo Con-vito fabbricò in simil guisa ; ed a questa si debbono riferire tutti queiPoeti , cUe per se stessi le proprie rime anno adornato di sposizioni,come fecero Lorenzo de’Medici, Bernardino Rota , Anton FrancescoRainexio, Gabricllo Fiamma , Antonio Monetta , e molti più; e an-che quei , che alle Rime anno applicate rubriche , e argomenti , tra» quali degno di menzione si è Antonio Ricco Napolitano , Poetadel secolo xv. altrove da noi nominato ; perciochè in quella età noncorreva si fatta usanza » la quale fu introdotta dalla necessità di far-si intendere nel secolo xv i i. per le macchine fantastiche , e ideali,. . sopra di cui i nostri Poeti cominciarono a verseggiate , come nella

xum l xxii* mostra Istoria avvertimmo (a) V altra è quella, nella quale la prosa' * unita co’ versi forma un sol componimento , e per Io più serve al

Compositore per narrare , o per introdurre altri a favellar co’mede-simi versi ; e di questa maniera riputiam noi inventore il Boccaccionell’^ww*» il qual poi fu ^seguitato dal Bembo negli isolani, dalSannazzaro nell’ Arcadia » e da parecchi altri valenti Uomini de’dueultimi secoli , con non poca lode •• essendo egli tal maniera anch’essamolto vaga, e leggiadra; e forse men noiosa, e rincrescevole a quei,che leggono.

Di varie bizzarre ciré ostante intorno ali'uso delle Ri-me . CAP. IX.

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(b) nife. 3.conte. Dolcipag. ioo .

L ’Uso delle Rime molto pienamente, e saggiamente viene insegnatodagli Scrittori della nostra Poetica ; e per quello , che si vuol fa-re , abbiamo bellissima strada apertane dal Petrarca , e da cento altrinobili, e purgati Compositori. Contuttociò anche intorno ad esse.av-vi fantastiche maniere , e farnetichi senza fine : alcuni de’quali sonodiretti a maggior vaghezza , alcuni altri a servire o alla necessità, 0alla bizzarria dell’ingegno, o ali' artifizio; e finalmente i più a muo-vere il riso : delle quali cose brevemente ora favelleremo . Qjieile,che sono introdotte per maggior vaghezza , e leggiadria , pochissimefono ; e forse non più, che una, cioè la replicatone delle medesimevoci per tutte le lime del componimento, purché sieno sempre di di-verso significato , della qual maniera è il seguente bellissimo sonettodel Petrarca, considerato, e molto lodato in questo proposito da tut-ti i Professori.

Quand' io son tutto volto in quella sarte ; [ in quel luogoOve il bel viso di Madonna luce [splendeE m'è rimasta nel pensier la luce ; [la fiamma amorosaChe m'arde , e strugge dentro a parte a parte [in ogni particella,e non a poco a poco, come spiega il Ruscelli [£]

lo, che temo del cor, che mi st parte-, [mi si divideE veggio presso il dì della mia luce, [della mia vitaVommene in guisa d’orbo stenda luce , [ senza occhi, o vistaChe non sa ove st vada, e pur fi parte, [le ne va viaCosì davanti ai cobi della-morte [nome su stanti vo

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