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Volume primo.
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417
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Della Volgar Poesia VoI.I. Lib. VI. 417

Un’altra dimostrazione, più chiara, e più strana può recarsene ; edè il Cantico di S.Francesco d’Assisi, dato parimente di sopra, il qua-le in tutte le Croniche si truova scritto in prosa; e pure, siccome noiquivi facciamo vedere, è tutta Poesia di versi sciolti. Egli è però ve-ro, che alle volte per minor confusione si soleva dopo ogni due versitornar da capo, massimamente se i versi erano piccoli, come di queidi sette sillabe abbianne esempio nella Cantilena di Ciullo dal Camopiù volte e nel!' Istoria, e in questi Contentar) citata, Ja quale tantopiù dobbiam noi giudicarla oggimai composta di versetti, nella guisa,che in detta nostra Istoria diciamo, perché gli stessi versetti, e quasilo stesso metro, troviamo usati dal B.Jacopone nel xtv. de’suoi Can-tici, che incomincia Eh cinque medi apparirne •, e la loro scrittura eappunto delibino dopo 1 altro: la qual cosa fa vedere, che quel metroera in uso; e solo i versetti della Cantilena di Ciullo furono scrittidue per riga, perché correva allor l’usanza di sì fatta scrittura.

L’antidette due maniere di scrivere si veggono usate fino a qual-che anno del secolo xv. imperocché nel xi i i. si truova un sonettodi M. Francesco da Barberino inserito neiBIstoria (a) i versi del qua-le sono scritti due per riga, fuorché due, che servono di coda, squa-li stanno Istmo dopo Basirò, e oltre acciò riferimmo nella stessa Isto-ria un codice della Chisiana contenente moltissime rime di diversiPoeti del secolo di Dante, e del seguente, in cui i sonetti sono scrit-ti, come il suddetto, e le canzoni in forma di prosa, tornandosi dacapo solamente dopo il fine d’ogni strofa; e perché della scrittura diquesto Codice, non abbiam dato quivi altro saggio, che di sonetti,ne porrem qui due altri, Istmo di canzoni, e Basirò di Ballate, permaggiormente soddisfare ali’altrui curiosità . Il primo adunque é difer Baldo Fiorentino, ed é scritto così. (è).

Lassoquando mi membra chamato lungamente acchiti a dato vita corecalma già non son mie le membra lo cbor meo ne la mente tutto-comu-nemente amor maprefo e ckoiutto lalma . Cbomefaraggio Deo che giàdallei non posso essere amato ben cangiato etienfi locor meo, nollomirende allomen pregionato .

Amor ma in tal pregiane si forte inchatenato chea non trovo homonato che in nulla guisa donime conforto essi cornei timone la navene inciascun lato chonoma. mdeftrato chofimmi tragge amore pur insu porto . El meo volere non guarda che notimi tiripurinsu viaggio lomeo coraggio in gràfoco par charda nenosa mortasi forte infamato wChalor di fuoco marde encede fi forte chema quasi al amor te mese etene in grade pen/ameto per tutte mebraspande enee diritto ma torteche saura di me porto dolghosa pena consorte tormento, Adenbra chenon ve dole algliocchi per cui pena voi no allena chom lor lovo-le. Et sovraccio viaschun fi sua possanza.

Gliocchi e lo chor meo in tal parte anno messo speranza che conchittsomi tengno e di champare in aventura ma siccome romeo faraggioche diviso volontate ee preso accio chelli contraria natura se nondave mebranz.a la gioia per cui vivo engràde affanno saralli dannoseo faccio fallanz.a per lo suo fallo .e nolli (ara honore.

Chan-

( a ) Loc, di*

sb) MS.574.segl .6 9.

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