Della Volgar Poesia. DialiV. 6z
"ambedue uell’inferno sienopfr essere 'Uguali , abbiano- quivi ad esserpuniti in diversi chiostri , O-luoghi,-0 siti ; nei qual 'Calo, perché nonavrebbon comodo di vedersi ^sarebbero ambedue privi del diletto, cheegli ritrar potrebbe dalla vista del volto di lei, ed ella dalla vistadelle pene di lui. Contien questo passo velatamente, e virtualmentela dimostrazione della qualità, e quantità delle pene , colle qualimeli’ Inferno fi puniscono u due fallì della superbia , e dell’anior .sen-suale ; il che per meglio intendere-, saper vdovere, che varie furonole*opinioni de’Poeti intorno al sistema dell’Inferno ; imperciocchéVergilio tra i Latini , mette il principio di quello dentro urta Selvapresso Cutna ; e per una spelonca circondata da fetida ssacuna fa in-cominciarne la strada , e quivi parecchi infernali-pene annovera , edispone; e quella de’tnor-ti privi di sepoltura'stabilisce.,-prima di pas-sare il fiume Acheronte . Di là dal fiume poi pone la bocca dell’Ère-bo, ove colloca l’anime de’pargoletti, che muoiotiofin fasce, e quel-le di coloro , che muoiono a forza senza cólpa , to che da se stessi s’s’uccidono: quindi seguita a dire , esservi una -vasta campagna , chedel pianto è detta, ove stanno Unirne di quei, che da^Amore ad in-felice fine sono condotti. Nella sinistra parte di detta campagna met-te l’Abisso de* i rei dannati , e nella destra la Città .di Piatone ; e daessa per la medesima strada a i Campi Elisj dice passarsi . Tra i Tos-cani alquanto ne ragiona TAriósto , il quaterne ponTentrata in Etio-pia, e dice trovarsi appiè fissin gran monte una grotta, ond’esce puz-za , fumo, pianti, e strida; e in sfili'entrata incomincia a dispone isiti de’rei, e in prima appunto parla delle ingrate Donne, le quali so-no condannate a sofferire perpetuo fumo. Ma tralasciando ogni altraopinione, mi atterro a quella di Dante, il quale descrive l’Infcrno,-di-videndolo in nove cerchi , alcuni de’quali si suddividono in gironi,e in bolge ; e ciascuno di detti cerchi., e siti egli assegna ad un de-litto per la punizione . Secondo adunque questo sistema a gran ragio-ne il Costanzo temeva d’elser condannato ad abitare in diverso chio-stro da quello , dove la sua Donna abitar doveva ; imperciocché aven-do noi detto , .che il. fallo tfid Poertz proveniva.da sensuale amore,quello doveva esser punito nel secondo cerchio col siagello dì continuabufera, e neve raggirata dal vento ; e al fallo della Donna da superbiaderivante il quinto cerchio era dovuto , ove dentro il lago fangoso,•e puzzolente-, che circonda la Città di Dite , si puniscono i superbiintesi per Elegia? , del quale nell’ottavo Canto dell’Inferno Dameragiona» Eg. Ma convenendo diversi chiostri a i falli mentovati ; edalle vostre parole cavando io, che diversa è la pena de’lascivi, e de’superbi , perché il Poeta dice , die le pene d'ambedue saranno egua-li ? Aris L'egualità qui si debbe intendere quantitativamente , e nongià qualitativamente : perciocché le pene infernali tutte sono atro-ci , e tutte eterne , e però il Poeta si vale della voce eguale -, diedinufa quantità ; mentre per dinotar qualità avrebbe dovuto dire,•che la pena sarebbe stata riflessa in ambedue . Ma quando anche qua-litativamente le voleste considerare , non panni , che gran divariopassi tra la neve , e Pacqua , pene , alle quali dannati sono i rei de’mentovati falli, secondo Dante . Eg. Appieno mi avete appagata.