7© Della Bellezza
trarca , ed altri alcuna voica lo roller di mezzo dal da poi che * èscrissero da che ; e finalmente non pochi de gli antichi Rimatori Paccordarono colla rima terminante in ui •• delle quali stranissime co-le non vi reco esempi-, perché appresso il Bembo al terzo libro dellesue Prose potrete a vostro talento trovarne . Eg. Potremo adunque amio proposito conchiudere, che nella stessa stravaganza è la voce poiusuale , e però quelle vaghezze di lingua , che da essa si traggono ,sono adattatissime alla comune intelligenza, e come tali , ben si ap-partengono all’umile stile . Elc. In quanto a me non vi à.dubbio .Ger. Ma ditemi, Eginat se Pavverbio poi stasin sentimento della pre-posizione dopo , alla quale altro caso non serve , che il quarto , ben-ché il Boccaccio alcuna volta al terzo F abbia congiunta -, come inquesto passo dal Costanzo viene accompagnata col secondo , e dicesipoi d’avereì Eg. Risponderei , che la di non fosse qui segno di caso,ma compagnia dell’infinito, col quale parrai , che ogni buono Scrit-tore congiunga spesso simil particella. Ger. Egregiamente rispondeste.Eg. Eccovi adunque dimostrato, che gli ornamentide’quadernarj nonripugnano ali’ umil carattere ; al quale anche si aspettano F antitesid’ alpestre , e dura, , a i quali epiteti si contrappongono gli altri digrata, , e gentile : il basso modo di dire in tanti affanni : la rarità,de i concorsi delle vocali v e finalmente la debolezza della rima inile , e la poca grandezza dell’altra in anni . Elc. Ma come vi guar-derete dalla circolazione de’ periodi , che in questi quadernari é pie-nissima , e però nulla per F umile siile adeguata ì Eg. Avvertite,Elcino, eh’ella non poco è rotta dalla coma nel fine del secondo,del terzo , e del sesto verso ; e poi tanta magnificenza verrebbesenza fallo abbassata dall’ altre non poche circostanze umili già dame annoverate. Elc. Mi avete appagato appieno; perciocché , se s’àa, dire il vero , non basta la rotonditi del periodo a costituire ilsublime stile, ma debbono con essa concorrere le altre circostanzeugualmente magnifiche . Passate ad osservare i terzetti . Eg. Da essibrevemente penso sbrigarmi , perché le cose in essi espresse , e le vo-ci, e le fraisi , colle quali si esprimono , tutte sono usuali , e pia-ne , e proprie ; e oltre acciò avvi due quadrisillabi in desinenza , e larima in isca assai meschina , e debole , di modo che se non fosseroi versi sostenuti nella maggior parte dal? armonia più esquisita , edalla pienezza della rima in orta , senza dubbio molto sotto ali’li-mile questi terzetti anderebbono ; i quali , mercé delle stesse cir-costanze, non appariscono difformi da’quadernari, né con essi ma-lamente accompagnati ,. Ger. Abbastanza sopra di ciò ragionato ave-te; e noi già siamo persuasi dell’esterna bellezza-. Ghe ne dite, Elcino?Elc. Dico ciò, che voi dite; e di più dico, cbeEgina in questa parte àgiunta al sommo della perfezione ; e se (comecredo ) farà lo stesso cic-cala bellezza interna, ella, o Gerasto, non avrà più bisogno di noi,né d’auuo altrui. Ger. Ora esponeteci , Egina , Fraterna bellezza , erendete vero il presagio , che vi fa Elcino . Eg. Eccomi pronta; maIddio sa quanto felicemente sarà per riuscirmi . Nel presente Sonettosi maraviglia in prima il Poeta (stessere stato ingannato dalla bellezzadella sua Donna , e d'averla ritrovata ingratissima : in secondo
luogo