Band 
Volume sesto.
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132
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izL Deìla Bellezza

quanto disse Monsone la notte , che obbligossi a Cefaressa per la la-berazione di Sclerena.

E se alcun ci à, che là guidar mi posaPer l'ombre cieche, or or mi metto in strada :

JVè di là tornerà , che lei riscossaOuà non ti rechi; o che là morto io cada «ài le quali parole subitamente ci si palesa i’impaziente ardire , e labravura diluì. E finalmente del costume giudicato dalle opere, e dal-le parole congiunte insieme,- i seguenti versi esprimenti il detto,, e ilfatto del Re di Ponto contra Andronico ►

Tu non ti vanterai, pazzo fellone ,

Della tradita patria, io tel prometto:

Et un tal colpo tratto gli à y che opponeInvano il Cavalier lo scudo eretto .

da i- quali versi poco sofferente , e meno gentile il Re di Ponto di-mostrato viene. Ora il costume quattro condizioni debbe avere, cioèche sia buono, convenevole, simigliante, ed eguale . Circa la bontàvarie sono l’opinioni de ! Comentatori d’Aristotile , volendo alcuni,che per costume buono intenda il Maestro Ponesti del costume ; ed,alcuni altri, che la bontà consista nell’eceellenza di esso costume, obuono, o reo, che siasi. E perché io riconosco ambedue queste opi-nioni probabili, avendo ciascuna per se ottime ragioni , come potre-te vedere nel Piccolomini , nel Beni, nel Villani , e in altri; peròio, congiugnendole insieme, dico, che l’opinione, che la bontà pre-scritta dal Maestro consista nelP'onestà , procede ne’personaggi prin-cipali, come nel protagonista della Tragedia, nel quale la bontà do-vrà esser mediocre , e neh’Eroe del Poema , il quale dovrà essere alsommo buono : e la ragione è chiarissima , perche dovendo , comeabbiam detto nel passato ragionamento , i casi del protagonista dellaTragedia esiger compassione , e terrore da gli ascoltanti , se egsi èin sommo buono , esigerà più tosto abbominazione verso il tormen-tatore; se cattivo, e reo, non sarà compatito, quantunque possa ap-portar terrore Patrocità de’suoi casi : e PEroe » Pesempio del qualedovrà avvalorarci al desiderio del meglio , ciò non potrà mai fare,se sarà scellerato , e reo uomo ; e quindi è , che PEroe debbe esserdotato d’ogni virtù, e d’ognt buon costume, come sono Enea , Gof-fredo , e nel Poema del nostro Lacene , Balduino .. L’altra opinionepoi, che per la bontà s’intenda Peccellenza del costume , qualunqueil costume si sia , si adatta a gli altri personaggi : imperciocché sifatta eccellenza è più atta ad arrecare , non solo maraviglia , e di-letto, ma utile: riconoscendo noi con ciò la bruttezza de ? vizj, e labellezza delle virtù affai meglio , e più facilmente , e pienamente,che se con mediocrità ci fossero rappresentati ; e benché ciò sembrifuori del naturale , nondimeno al Poeta Epico ben si conviene difarlo, per Pobbligo, che à di rappresentar le cose , non come sono,,ma come dovrebbono essere : e per vero dire , se ambedue le dette-opinioni non si congiungono , la sentenza d’Aristotile non si rendepraticabile; mentre se i personaggi della Tragedia fossero tutti buo-ni , ed onesti, non vedremmo in.eisa , siccome li reggiamo, consiglieri

scollerà?-