Band 
Volume sesto.
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142
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Della; Bellezza:

soggiunge , che le voci composte sommamente sono desiderate da îditirambi-, e le traslate da i giambici , ma i versi eroici abbracciano-tutte le suddette, ed ogn’altra circostanza magnifica .. Or se la locu-zione-dell-Epopcia debbe dar luogo a parole forestiere , a metasori-che, a cossnpostee ad aliene affatto dal proprio, e la locuzione gra-ve, e magnifica è quella, che vien constituita da similiparole ; senzadubbio grande, e magnifica dovrà esser la locuzione dell’epopeia . Laterza, ragione deriva da quelle parole de 11’iste sto capitolo, ove si dice,,che la Tragedia dee portar con se la maraviglia » ma più assai lo deel’èpopeia. Se adunque all’epopeia più, che alla Tragedia, conviene ilpartorir maraviglia, e questa nasce dalla straordinaria novità delle co-se, potrà ciò l’Epico più agevolmente conseguire colla locuzione ma-gnifica , la quale supera il consueto ,, che colla mediocre , la qualegiornalmente suo! sentirsi in bocca di ciascuno . La quarta nasce dalcapitolo 24. là dove dice, cheTEpopeia è più nobile della Tragedia,,perché è poema indiritto ad uditori più gravi, e giudiziosi , che nonsono quegli, i quali riguarda la Tragedia,. che è indirizzata a spetta-tori imperiti , e volgari „• or, secondo ciò , chi potrà negare, che 1'Epopeia non debba aver locuzione più grave , e magnifica , che 1 ^Tragedia,, la quale con altro siile non fi può tessere, che eoi sublime?.In quinto luogo dico coti .- la Tragedia fi. vale del magnifico stile , e-rifiuta il contrario, come cantò Orazio..

Effusive- leves indigna Tragoedia versus ..perché imita persone illustri; e però Aristotile nel capitolo primo de!»la Poetica dice, che Sofocle, ed Omero sono gl’istessì imitatori: imi-tando sì l'uno, che Palerò personaggi grandi ; e nel capitolo seguente,che la Tragedia, e l’epopeia convengono nelPèssere imitazioni di no-bili, ed illustri persone : adunque, siccome alla Tragedia è dovuto lo-stil sublime, così e’sarà dovuto anche alla Epopeia: anzi se. la Trage-dia dee valersi del magnifico stile, perché tratta d’illustrazioni, quan-tunque incidentemente, e per trascorso, essendo solita trattar di pro-posito , e con più, frequenza materie affettuose, per, le quali-si par.piùproprio uno stile puro , e semplice, perché in tal guisa è più verisi-mile, che favelli chi è pieno d’affanno o d’altra sì fatta perturba-zione; quanto più dovrà-valersi di esso-Pepopeia , la quale per lo piùtratta di- materie illustri, e grandi,. come sono battaglie, espugnazio-ni di cittadi, conquiste, di Regnie simili, e non già incidentemen-te , e per trascorso , ma-principalmente ,.. & ex proposito ? In sestoluogo conferma la mia ragione il considerare,-che se-nella Tragedia,,ove mai non;parla il Poeta, ma ben sempre favellano coloro,, che so-no introdotti , si richiede una maniera di parlare meno usata , e af-fatto diversa dalPordinaria ; quanto più dovrà ciò farsi nell’Epopeia,.nella quale per lo più parla, Riflesso-Poeta, quasi con un’altra lingua,come disse Cicerone , fingendo d’esser rapito da furor divino; sopradi-se medesimo , e di favellar coll’ aiuto-delle Muse o-d’altra Dei-tà: invocata ì : Ma , oltre alle suddette ragioni , quella, maggiormen-te mi, muove , che essendo la locuzione una rappresentazione,, o-im-magine delle cose,. ella, debbe aver proporzione colle medesime ; epe-sà secondo Aristotile nella Rettorica al capo settimo del terzo libro ^

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