. Della Volgar Poesia- DiaLVIIL 15 x
\ Ma poi ctìd giorni nostri è virtù ignota y
Virtù di succhi,o di fermento mago r, ‘ Seguo in virtti ^-armoniose’ note v
A far di te nel Dandolo un’imago.
e la figura detta zeumma, la quale si fa, allorché il verbo, e il noi'me convengono in tutto,•fuorché nel genere, o nel numero; pedo»-chè questa" figura , io stimo ,■ che non possa con molta facilità farsi ,,se non ne’nomi collettivi ,» come.gènte ,- popoloturba ,, e similico-me in'que’versi .• . ,
Tuttavia parte riteneva i jidi >
E ritornava, ove respinti foro,
Finche affatto arrestagli unimprovìso’
Caso.- ....
e l’epanafora, la quale consiste nel cominciare , e finire con una stes-sa parola, disgiugnendo i membriche compongono-il periodo, co-me si vede ne seguenti- versi «-
Movasi in terra , o muova in mar rinsegna ,
Seguiran sempre ove l'insegna mova -^ ma questa! figura assai di rado può farsi perfetta ne’ Toscani- Poe-mi , mercé dell’obbligò della rima ,* e però in essi più facilmente* riuscirà di farla nessi altra maniera egualmente praticata , cioè ri-petendo riflessa parola in più capiversi ,» come apparisce ne’ se-guenti.- v . , . .
Così più care Copre al Ctel saranno :
Così consiston ti avrà lin sema vCosì la pace altrui vien dalla guerra :
Cosit Signor , così disponi■ in terra
Siccome di tale idea è anche propria la palpazione, cioè il coprire tmalvagi sentimenti col velame del suo contrario.- coll’onestà, verbi-grazia il disonesto , colla 1 pietà l’èmpio ,» colla* giustizia: il crudele^al’é nel Poema ,, del qual favelliamo ,» ^imprudenza d’Airosasso, co-perta col 1 manto! delia* prudenza ,» allorché egli- consiglia I esercito alasciar ^impresa e il campo : e l'ironia, la quale è nobilissima inquel’ passo, ove Baldbiao sgrida, l’èfercico- inteso-ad* eseguire il» suddet-rM consiglio d’Àltosasso
O nobil oprai o diligenza degna'
Di capitan , che fi procacci lode ilE dove or và\qual fazjtâon disegnaSì numeroso esercito,, e ss prode*
Ei tempo inver di ripiegar l'insegna ,
Dopo tanto romorche di noi Sode,-Dopo sudor’ sì lungo t i e sì noiosoIhver di pace è tempo , e di riposo
e sommissione,, da i Latini; detta >,j>ret‘erizionev lacuale parla:,. mo*rârando di' tacerecome *
Ntr d'uopo e raccontar ' chi sta costui,-.
Che ne parla pur' troppo' il’ nostro ■ danno ,
Quando' a vietarci - il lasciar Tacque salsePîc più » che mille Greci y ei solo' valse ..
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