170 Della Bellezza
che si mettono in opera ; ma chi vuol piacere al secolo , appresso Aquale è l’opinione de’faggi, dee farlo, e in ciò porre tutto il suo stu-dio; perché il nostro secolo vuole ascoltar tutto nelle poesie; e ascol-tarlo senza la noia delle ripetizioni delle medesime voci, e frasi , csenza il rincrescimento delle continue circolazioni di parole, che peresprimere ciò, che non espresse il Petrarca, i Rimatori dovrebberofare, se solo le sue vpci avessero per poetiche; e per conseguenza chicompone bisogna, che abbia larga copia di materiale da mettere inopera; e non sia ristretto da altro, che dal giudizio di bene assettar-lo a far quella figura poetica, che al suo fece fare il Petrarca» Il Can-zoniere di Po libo, come ò.detto, è pieno di questa dovizia ; e per-ché sappiate, come va usata, specchiatevi nella seguente strofe dellastia Canzone in lode di Giovanni III. Re di Poi Ionia.
Re grande , e forte a cui compagne in guerra ,
Militan virtù somma, alta ventura:
Jo , che l’età sutura
Foglio obbligarmi , e far giustizia al veto 7E mostrar quanto in te s’alz.b natura »
JVel sublime pensiero
Oso entrar , che tua mente in se riserra . ^
Ma con quai scale mai , per qual sentieri
Eia , che tant’ alto ascenda ì
Soffri^ Signor-, che da sì chiara face
Più di Prometeo audace
Una favilla gloriosa io pxenda ,
E questo stil sf accenda ,
• Questo stil, che quant’ è di me maggiore,
Tant’e, rincontro a te » di te minore »
Vedete per entro questa strofe quante frasi rispondono, che non furo-no adoperate dal Petrarca; e furono ignote quasi a tutti j cinquecen^fisti-: e pure chi oserà condannarle o di prosastrche, o di difformi daEresto del favellare, che si accosta alla Petrarchesca maniera ? Dite a-dunque con giudizio; e dite pure ciò , che v’aggrada.- che tutto èpermesso-di dire a chi fà ben dire» Fermato il materiale delle parole,,e delle frasi, passiamo ora a i versi. Alcuni si credono, che Piantareil Petrarca consista nel far la scimi a d’alcuni suoi versi languidi, fiac-chi, cascanti, e che non si terrebbon su colle grucce ; e quelli van-no ripescando per entro il Canzoniere di lui, e quelli imitano, e nefanno tanta pompa » che quando fon giunti ad ammassarne un Sonet-to* ae van tronfi; e si par loro di sedere a scranna in Parnaso a latoal Maestro. Ma questi tali se credono di piacete al presente secolo,ingannano alla grossa. Il Petrarca à fatti versi bellissimi» e nobilissi-mi, e tali, che niun v altro dopo luì gli- à saputi far meglio „■ Questidevono imitarsi, e questi piacciono ai nostro secolo ; e questi sonoquelli, che rendono maraviglioso il Canzoniere di Polibo propostoviper ifpecchio nel poetare alla Petrarchesca » Egli é ben peròvero, chersiccome 1’armonia, per esser perfetta , debbe esser composta di variavoci; cossi nostri componimenti, massimamente quelli, che fono la-vorati di foli endecasillabi » per riuscir graditi» richieggon versi dS
varia