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Volume sesto.
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174
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1 74 Della Bellezza

di riuscir gradito, è poco in ufo: né altri componimenti brevi sonoa noi rimasi de’molti, che ne inventaron gli Amichi. £^E’egli adun-que tanto difficile il Madrigale? Al. Quello, che ora piacerebbe, alcerto è difficilissimo , perché un solo de’suoì molti requisiti, che glimanchi , perde ogni pregio ; e ('adoperarli tutti non è punto agevo-le ; ed e’d pare che disconvenga ad valente Rimatore perder deltempo intorno ad una poesia, che alla fine, quando anche riesca per-fetta, non è, che una*bazzecola in confronto delle altre . Eg. An-noveratemi, se vi aggrada, sì fatti requisiti, che almeno mi servirannoper erudizione. Al. Novità, brevità, proprietà,‘chiarezza, e felicitàsono le condizioni , che debbe avere il perfetto Madrigale ; perchéconsistendo tutto il suo capitale nell’arguzia, questa di tutte le nar-rate condizioni debbe esser dotata . La novità à a consistere nell’in-venzione, la proprietà nel sentimento, la chiarezza nell’ esprimerlo,la brevità non solo ne’periodi, ma nel numero de’versi, e la felici-tà in tutte le cose, che questo componimento costituiscono. Eccove-ne l’esempio della Didone d'Aufonio Gallo , trasportata felicissima-mente nel nostro volgare dal Giurino, che, senza far torto ad alcu-no, è statoli migliore Artefice di Madrigali, che abbia avutal’Italia . rO sfortunata Dido ,

Ad al fornita diamante t e dì marito :

Ti fu quel traditor , questo tradito-.

Adori II uno , e fuggisti \

Fuggì l’altro , e moristi.

ed ecco vene un’altro tutto proprio dello stesso Guatino «

Negatemi pur cruda

De'bei vostr occhi il fole ; .

Negatemi V'angeliche parole;

Negatemi pietà , mercede , aita ;

Negatemi la vita ;

Ada non mi prometteteQuel , che negar volete .

Eg~ Avete ben ragione di assennar difficilissima la riuscita de’Madrî-gali ; perché a dir vero se anno tutti ad esser come i recitati del Gua-tino, eglino nonjfon cose da gettarsi giù per passatempo: or venghiamo-al Sonetto. Ah II Sonetto, o Egina, è il più bello, il più nobile» eil più perfetto Poema, che abbia la Lirica Italiana; e direi la Poesiatutta, se non temessi d’incorrer l’eccesso della rabbia di taluno» che’lvorrebbe bandir dal commerzio umano , non che poetico » E’egli digiusta grandezza» e di regolata armonia; s’adatta ad ogni argomen-to; riceve ogni carattere; non è incapace d’esser trattato con elo-quenza poetica ,. con varietà di figure , -e con maneggio -Passetti; sicanta egualmente .bene e sulla tromba» e sulla tibia» e sulla lira , esulla zampogna, s’accomoda non men felicemente col drammatico»,che col narrativo; e insamma ciò, che in grande ci mostra l’Epico»il Tragico » e il Comico » non che il Lirico ». cef mostra in piccoloanche il Sonettanre.* di maniera chetantoegliè Poetai! Tasso per la suaGerusalemme » quanto il Casa per li suoi pochi Sonetti. Ed è egli sì gran-de il pregio di questo componimento» che non crederei d’àmsebiarmi

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