Band 
Volume sesto.
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176
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i jG Della Bellezza

quando tanto bene apporta aior Padri, quanto non gliene sa apportareniun de’fratelli ? e chi non si metterà di proposito sopra la fabbricad’un si degno componimento ., che alia fine , voglia , o non vogliachi è di contrario parere , à fatto in ogni secolo tra le più riguac-devoli cose della Toscana Poesia la prima comparsa'? Ma non ter-mina colle condizioni dette finora l’arcifizio di questa fabbrica . El-la, o Egina, richiede di più una condotta-perfettissima, e regolata aguisa di concludentissimo sillogismo. Questa condotta al nostro pro-posito d.ebbe esser di due generi: l’uno semplice piano, e concatena-to dalle leggi dell’orazione prosastica ; e questo riguarda que’Sonetri,la cui pompa consiste nell’eloquenza, nella dolcezza , nel maneggiodegli affetti, e infunili altre circostanze pi4 proprie di chi vuol per-suadere, o insegnare, che di chi vuol dilettare. L’altro enfatico, vi-brato , e fornito di spesse posature , e rotto artifiziosamente in talguisa , che le rotture accrescano grazia , e brio a! componimento,che si produce meramente per dilettare , quasi fono i Sonetti , clicscherzi anacreontici , o di stile vivace appelliamo . Sì gli uni però,come gli altri anno obbligo di proporre, e provare ae - quadernari, e•e di confermare , e concluder ne’ terzetti ; e ciascun quadernario , c •ciascun terzetto dee chiuder col punto fermo, o con altra posatura,’che indichi terminazione di periodo ; quantunque alcuna volta permaggiormente render magnifica, e grave l’orazione , l’una nell’altra -patte si lasci entrare ; ma ciò di rado , e non senza sommo giudiziodee farsi. Siccome debbono aleresti Sotterranti badare con ogni atten-zione a distribuire,-e digerir talmente la materia , che ognuna delleflette quattro parti n’abbia la sua dose proporzionata; e non inter-venga loro, come a quel Pittore, che , pingendo una figura umana,per non avere avuto riguardo alla distribuzione delle parti sopra la te-la, la se senza piedi, perché i piedi-non vi capirono. Questa innav-vertenza.produce tali effetti difformi, quali sono tra gli uomini i gobbi »i nani, gli attratti, i monchi ,,e in somma tutti gli altri sproporzio-nati , che per bellissima , che abbian la faccia , storpi sono , e nonposson piacere.. Ma egli non è fola'l’inavvertenza a produrre sì fattosconcerto ;-imperciocché alle volte n’é cagione la soverchia quantitàdella materia. Vi fono de’compositori, che come fe in un sol Sonettodovesse consistere tutta la lar mercanzia ; ed e’doveslero terminar di vi-vere co! terminare il Sonetto, vogliono in esso cacciare a viva forzaquanto sanno ; e quindi addiviene , che o per timor di mancanza disito, si stringano tanto ne’quadernarj, che soprappongano un corpic-ciuolo di .pigmeo ad un paio di gigantesche gambe , o temerariamentein quelli si dilatino a segno, che posino sopra un guscio di lupino ungrosso popone. Convien considerare, cbe soli quattordici versi costi-tuiscono questo componimento ; e in essi dee campeggiar tutto il più bellume, e tutto ciò , che di buono à la poesia; e però bisogna sempresceglier soggetto, e argomento propotziomato ; e contentarsi d’ornarloquel tanto , che può bastare, e non più , e levarsi di testa certi pregiu-dizi di volere apparire con un Sonetto quell’universa! Letterato, checonun pieno Canzoniere si può apparire. Né minore sconcerto benespesso vien cagionato dalla scelta delle sentenze, o per troppa facilità di

contea-