178 Della Bellezza
lasciate da imitare, e anche accrescere; ma perché ne* passati ragio-namenti , e spezialmente in ciò, che à favellato Mirrilo , tanti semidi queste cose sono stati sparsi, che ben voi stessa potrete colla lezio-ne de’ buoni Poeti , e col mettere in pratica ciò , che da noi aveteascoltato , scoprire sì quelli , che queste ; però io non istancherò divantaggio la vostra attenzione, e terminerò il mio discorso con assi-curarvi anch’io, che il gusto del presente secolo nella Lirica volgareconsiste tutto in una riforma in meglio di quanto si è fatto per Iopassato, senza però uscire delle regole fondamentali insegnateci dalPetrarca , e dal Chiabrera . Eg, Con sì savie teoriche , e con tancapienezza avete anche voi favellato, o Alessi, che io per me resto ap-pagati stima ; nè mi rimane a desiderare cosa alcuna intorno alla ma-teria da me proposta per obbietto del nostro ragionamento . Contut-tociò, perché più facilmente possa condurmi a mettere in opera ciò,che da voi ò ascoltato , vorrei, che prima di lasciarmi , mi recitastequalche esempio di Poeta del cinquecento, col mezzo del quale possaconoscere quali sieno quei di quel secolo, che debbono studiarsi, perrendersi poi gradito al corrente nel comporre ; ed anche me ne reca-ste alcuno di quelli, che oggi compongono, e piacciono, per poter-mi ad esso attenere : intendo però , che questi esempi sieno del soloSonetto, perché anch’io concorro nel giudicarlo per lo più bello , e />perfetto componimento, che abbia la Toscana. Mirt. Quanto a! pri-*''mo vo io servirvi ; e ve ne reciterò due del rinomato Anton Fran-cesco Rainieri, l’uno di carattere eroico, e grande; l'altro di fiori-to, e leggiadro .• ma uditeli attentamente , perché in essi troveretequanto finora v’abbiamo ambedue insinuato . Monsig. Tolomei unode’principali benemeriti della nostra lingua, e Re della famosa Acca-demia della Virtù, che verso la metà del secolo del cinquecento fio-riva in Roma , avendo raccolto un fanciullo esposto in riva del Te-vere, mentre il faceva allevare appresso di se, ogn’ anno soleva cele-brare l’anniveusario, che raccolselo; e la celebrazione consistevanell’invitare i primi Poeti di Roma a lodare il fanciullo sotto nome diQuintino. Ora il Rainieri una volta in quel congresso recitò il se-guente Sonetto nel suo genere fiorito perfettissimo,
Ecco Palma del ciel candida Aurora ,
Che col tener Quintillo a un sarto nacque.
Spargete Arabi odori , odorat'acque ,
Ninfe , a cui l’alte rive il Tebro infiora ,
Pianse , a l'aure vitali uscendo suora ,
Il lieto suo defitti , tanto li /piacque;
Ma di fortuna accolto in grembo tacque tOr co'Regi » ed Eroi scherma , e dimora -Dite, o canori Cigni , il suo bel caso ,
E come al pargoletto esposto usciròA dar le Muse il latte , Apollo i versi,
E dite come il ciel Romulo , e CiroEspose a l'onde ; e Pun vinse POccaso ,
E resse Paltro in Oriente i Persi .
Questo si chiama imitare il Petrarca senza rifriggerlo : questo è pren-der da