L -fine lodevolissimo delilAdtmanza degli Arcadi infar descrivere le Vite de’fuoi più Illustri Pastori,-fu di far -palese con.giustissime prove la lor fama,da essi acquistata nella Repubblica .Letteraria ;per poscia alzare ai medesimi nel Bosco Parrasiouna Lapida di .perpetua memoria. .Questoperò nonè il fine da me preteso .in Iscrivere la Vita,del Ge-nerale Custode della stessa Adunanza Gio: MarioCrescimbeni , che portò in quella il Nome Pastorale d’ Alfesibco Ca-rio. Imperciocché non v’hà chi a lui contenda 1’ onorato titolo diFamoso; il quale egli vivente-fino dalla fondazione d'Arcadia-fi ac-quistò , e che poi co’-progressi di essa ed altresì con tante egregieOpere da lui scritte, e pubblicate, ogn’oca più.meritò come dimo-strano le testimonianze amplissime, e giustissime di tanti, e poi tan-ti chiarissimi Scrittori , che altamente il celebrarono in vita , e Inmorte. Per la qual cosa.fuor d’ogni dubbio visse , e morì egli Famo-so, degnissimo perciò di perpetuo immortal monumento - Ciò., cheadunque m’ha indòtto a stendere su questi fogli la descrizione dellaVita di Lui, è stato un autorcvol comando di Monsignore Illustris-simo Francesco de Vico , Prelato tanto celebre in Roma. Egli, co-me ottimo Concittadino, e cordialissimo amico del Crescimbeni, ladi cui rarissime doti ha sempre avuto in alto pregio. , dopo la di luimorte volse il pensiero a renderne perpetua la memoria , con far de-scrivere quanto quegli oprò ., mentre visse , a comun benefizio delMondo Letterario, Per la quale impresa essendosi egli compiacciuto discieglier me, uomo affatto,inetroe del tutto insufficiente per que-sto affare, m’è.convenuto ubbidire, e soccombere a un peso alle miedeboli forze superiore. Di quanto perciò ho io qui scritto del nostroAutore, molto, ne son tenuto alla diligenza dello stesso Prelato , cheFelle notizie mi ha somministrato , ed a lui,principalmente, ne^ebborender conto ; pexiocbe., quando questa mia debole fatica incontrilà di lui soddisfazioneposso, sperare, che abbia ancora ad incontra-re l’altrui gradimento. .Ma perchg questo difficilmente si ottiene, do-,vendo la presente Istoria uscire in pubblico , e passar sotto gl’occhi,e sotto la considerazione dimoiti, per sottrarmi almeno in, parte,daciò,, che in contrario potessero eglino,dire, mi veggo in obbligo difar le seguenti dichiarazioni.
Primieramente è da sapersi , che fin da quando,,era vivente il Cre-scimbeni, alcuni Letterati presero a scrivere la di lui Vita ; tra glialtri a me noti, furono Gip: Luigi Vander Planchen,Canonico dellaChiesa Brugense, detto tra gli Arcadi Ideo Eoreatico ,* -e Paolo Bcr-£resc. IJi.Fvlg. PocJta . 7“«î VI, Q nardy