Nella supposizione che la parallasse di Sirio non ecceda quelladella più luminosa stella del Centauro , stata calcolata esattamentedi 0",9128, la luce correrà la distanza da Sirio a noi in tre anni ;mentre dall’ eccellente lavoro anteriore di Bessel (4) sulla para-lasse della più cospicua 61"* stella del Cigno (0",3483), laquale col notabile suo proprio movimento si faceva crederemolto vicina , risulta , che la luce arriva solamente a noi da questastella in nove anni e tre mesi. Il nostro strato di stelle, che è undisco di minore densità, si spartisce per un terzo in due braccia ;si crede , che noi ci troviamo vicini a questo spartimento , anzi piùvicini alla regione di Sirio che alla costellazione dell’ Aquila , equasi in mezzo allo strato, nel senso della sua spessezza o dell’asse minore.
Egli è stazando le stelle , vale a dire numerandole in quelmodo , che ho detto di sopra , fondalo su divisioni ugual-mente grandi nel campo visivo del telescopio, che si dedussequesto luogo del nostro sistema solare e la configurazione intieradella lente. La crescente o scemante quantità delle stelle misura laprofondità dello strato in varie direzioni. Cosi le slazature dannola lunghezza dei raggi visuali, quasi la lunghezza dello scan-daglio gettato ogni volta, se esso debba toccare il fondo dello stratostellare , e per dir meglio, giacché qui non v’ è nè di sopra, nèdi sotto, toccare il suo limite più esterno. Nella direzione dell’asse longitudinale, dove le stelle sono poste in gran parte le unedietro le altre, l’occhio vede le ultime stipale fortemente insieme,e come unite da un fulgore del color del latte (Lichtdnnst), e pro-spettivamente rappresentate nella volta apparente del cielo comein una zona, che lo circonda da per lutto. Questa zona di magni-fico lume, stretta e divisa in rami, non uguale però ed interrottada tratti oscuri, devia solo di pochi gradi da uno dei circoli mas-simi della sfera concava, per la ragione che noi ci troviamo vicinial mezzo di tutto l’ammasso stellare e quasi nel piano stesso della