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ultime distanze dal sole, non vi si può tuttavia riconoscere alcunaserie regolare (8). Urano sembra di nuovo essere più denso diSaturno , ancorché se ne supponga la massa di ‘/ 2iGQS data daLamont ; ad ambi i lati della terra , non ostante la pocadifferenza di densità , che presenta il gruppo planetario piùvicino al sole (9), noi troviamo eziandio Venere e Marte menodensi di essa medesima. Il tempo della rotazione va scemandoin generale colla lontananza dal sole ; ciò nondimeno esso è mag-giore in Marte clic nella Terra , maggiore in Saturno che inGiove ? Le orbite elitliche di Giunone , di Pallade e di Mercuriosono fra tutte le più escenlriche , meno quelle di Venere e dellaTerra , due pianeti che si seguono immediatamente. Mercurio eVenere offrono per conseguenza il medesimo contrasto, che siosserva ne’ quattro asteroidi molto intrecciali nelle loro orbite.Le escentricità di Giunone , di Pallade, quasi uguali fra di loro,sono ciascheduna tre volle più grandi di quelle di Cerere e diVesta. Lo stesso ha luogo per la inclinazione delle orbile deipianeti sul piano di proiezione dell’ eclittica, c per la posizionedegli assi di rotazione sulle loro orbite ; dalla quale posi-zione, più che dalla stessa escentricità, dipendono le differenzedei climi, delle stagioni e della lunghezza dei giorni. I pianeti,Giunone , Pallade e Mercurio , che hanno le orbite elitliche le piùestese, hanno anche, ma non colla stessa proporzione, le più fortiinclinazioni delle orbite sull’ eclittica. Pallade ha I’ inclinazionesimile alle comete, quasi venti sci volte maggiore di quella di Giove ,mentre la piccola Vesta , cosi vicina a Pallade, supera appena seivolte l’angolo d’inclinazione dell’orbita di Giove . Le posizionidegli assi dei pochi (4—5) pianéti, di cui conosciamo i piani dirotazione con qualche certezza, non presentano neppure alcunaregolar successione. Giudicandone dalla posizione dei satelliti diUrano , due dei quali ( il secondo ed il quarto ) sono stati nuova-mente veduti con sicurezza in questi ultimi tempi, l’asse dell’