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PITTURE MURALI

forme il parere della maggior parte dei dotti, allorché parveglieziandio di doverla riconnettere alle molte Necropoli del terri-torio dellantica Volsinio, nel quale può ormai senza dubbioritenersi compreso anche lagro Orvietano . Con che non voglia-mo dire, che sia in tutto da rispettare lopinione del sommoarcheologo Ottofredo Miiller 1 , che proponeva di riconoscerenellOrvieto moderno lantico posto di quella celebre cittàetrusca 2 , di cui la storia narra la distruzione per opera deiRomani nel 488, e labbandono di essa per parte degli abi-tanti, costretti, siccome furono, dai conquistatori del mondoa scendere nella valle, dopo avere atterrato il solidissimocastello della medesima ( tsi %oq ò^upcoTaTOv ) 3 . So che quellaproposta del Miiller incontrò fra noi lappoggio di FrancescoOrioli , dillustre memoria. Ma nemmeno con questo è dimi-nuita la forza, che, a mio parere, si trova nei contrari dubbiinsorti nell animo del celebre Bunsen fin dall epoca, in cui

1 Die Etruscker , I, pag. 451 , nota 61.

2 II Niebiiur (Misi. Rom. II, pag. 481, nota 380, ediz. frane, di Glolbéry)preferiva, egualmente che qualche archeologo italiano dei tempi passati, diconsiderare il luogo medesimo come 1 antica Salpinum , città piuttosto fortedi Etruria, i cui abitanti allearonsi ai Volsiniesi nella guerra contro Roma ,poco dopo la presa di Veio, terminata Tanno 391 a. C. (Ved. Tit. Liv. V,31-32). Manchiamo, io credo, di dati sufficienti per risolvere la questionein favore della speciale attribuzione proposta da Niebhur, e recata in mezzodi nuovo, dopo di lui, da un dotto della storia Orvietana, il march. FilippoGualterio, senatore del regno, che nel suo discorso preliminare alla Cronacainedita degli avvenimenti di Orvieto e di altre parti dItalia , dallanno 1333allanno 1400 di Francesco Montemarte conte di Corbara, così si esprime:e Non è improbabile che quella popolazione (antica Orvietana) spettantea alla lega etrusca si chiamasse Salpmate . Le colline, che la circondano« ancora oggi, Alfina si appellano ; daltronde la descrizione di Livio èii prova non piccola ; li pone prossimi a Bolsena e forti delle loro mura : -tt moenibus armati se tutabantur. - A quale delle vicine contrade tal proprie-u ? V (Op. cit., I, pag. XV, nota 1; Torino , 1846).

3 Zonaka, Ann. VIIT, 7, p. 287.