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E SUPPELLETTILI ETRUSCHE

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centi a Nestore od a Fenice siccome veggiamo in altri monu-menti 1 ; e lo stesso personaggio, che io giudicai per Antiloco ,parmi aneli’ esso in atto unicamente di venerazione e di rispettoverso le parole che muovono dal labbro della divinità. E que-sta particolarità che contribuisce anche più. all’interesse dellanostra composizione, mi sembra che debba rilevare e far semprepiù nobile al nostro sguardo il concetto della medesima. Achillein mezzo alla sua eroica possanza ed all’ostinatezza dei suoipropositi, cede al volere divino piuttosto che al peso dell’oro,alle attrattive e alla persuasione degli aurei doni. Questi nelnostro dipinto sono ancora in mano di Priamo . Ciò di cui quisi mostra Achille principalmente preoccupato in obbedienzaa Minerva , si è, a mio avviso, la lavanda e l’imbalsamazionedel corpo di Ettore , a cui senza dubbio intendesi di voler quidare opera, conforme l’idea Omerica, in guisa da non aggra-vare , in presenza di Achille , con la vista di quelle care spo-glie il dolore del supplice Monarca , ed esporre per via diesso a nuovo e maggior turbamento anche l’animo del Pe-lide 2 . Smagliante interpretazione è affermata anche dall’ or-dinamento stesso del gruppo al di dietro di Achille . A qualaltro fine, se non fosse per soddisfare a quest’ ultimo con-cetto , sariansi dall’ artista fatte entrare la testa e una partedelle spalle di Ettore sotto al seggio dell’ eròe e fra i la-terali del medesimo ? E non contribuisce a rendere anchecon maggior chiarezza siffatta idea l’atteggiamento del Pe-lfde , seduto quasi sull’ orlo del seggio stesso , sì che avan-

1 Ann. loc. cit. R. Rochette , Op. cit. Tav. liii ( vaso Bernay ) ; In-ghibami , Op. cit. Tav. ccxxxvii e ccxii (bassorilievo di Efeso ) ; Abbildungvon zivei alten mosaiken , 1825 (Mosaico di Barhely); Gerhard, Auserles.Oriceli. Vasenbild. Tav. cxcvii.

2 Iliad, xxiv, 582-586. Siffatto scopo è molto meglio raggiunto ed espressonel nostro dipinto , di quel che non sia nel vaso vulcente appo Inghirami(Tav. ccxxxviii, e p. 222, T. II), ove il cadavere di Ettore vedesi distesosotto il letto su cui Achille è coricato. Cf. R. Rochette, Op. cit., p. 279, n. 4.

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