Epiftola
future, da quello efempio,il qualneporgon quelle de noftrimaggiori, La onde;dille quel prudentiffimamente Ariftotile, come l’altre cofe,effer{emper fancitagli& cofli da ogni adminiltration de republica, da efferleuati coloro,i quali deIl’hiftorienon haueffer notizia.[rh portaua anche affai alla conferuation dun reigno,chechi uol poter puor piu dilongo i confini, uendicarfi delle ingiurie,&diffenderlefue regioni, fappia che opere fe fien fatte dalla propria fua gente,&- da quelle delle citta uicine, accio che inque documenti, poffa guardare, i qualife hanno dagli'efempij, che fuffino{tati conferuati in{wlibri per l’altezza loro.Imperoche chi ha condotto in fino à pofcia uegnanti la fapietia degli Egyzzij,il diuin colto,& la religion degli Hebrei, la dottrina deli Graci, la maielta dello”,imperio Romano, finalmentela gloria de grandiffimi regrii,& per con chiudetin una parola, le faccende degne di laude di tutte legenti,fenon l’hiftoria dellantéchita teftimonio fidele? Debbeffi adung; la uerita conferuarenell’hiftorie con: fommo ftudio: Main tanta grandezza dicofe, in quanti uarij cafi s’intoppa?Non faeglimiftiero feguir nell’'hiftoriecoloro el piu dele uolte,i quali© niente Òpiceola cofa,& quella altrefi tronca degli antichi fatti,4 pofciauegnanti hanto laciato” Nell’eta primiera delhuomini, certamente 4 pena fi crede, alcun tanta fo4lecitudine hauerehauuto,& quella cura hauerfi pigliato, che ueruna memoriadell’opere in que tempi fatte habbia tirato fino& pofciauegnanti, la qual fi fiain{crittura ritenuta. T'alche fiam certi de molti grande,& belle opere, X di chiara memoria,& da durar, degne quinci ellerfene in buio d’eterno oblio,& da piagnerlo andate,& di quelle maffimamente;di quepopoliichedaglialtri piu ciuili;SC coflumati barbari eran chiamati, per non trouarfi ferittori. Ma a coftorfudgrado con piu ualor trauagliare,& far con lemane, cò feorpo,& eon Ifan gue; SCfinalmente con tuttele forze che dire: la oue a color fa la lingua(pedita; ondei men chiari fatti altrefi piacquelor con ornamenti di parole acconciatei fuoi intalzar, que deglialtri f(empre metter in fonde, accio che al men con lalin gua,effensdo uincitori,quando uinto non haueflin con l’arme; fi credelle che rimanendouinti, più tofto hauefler ceduto per lo combater ftanchi; che{cacciati foffero fta=ti in aperta fuga. Quinci fon{tate l’opete de Greci,& fatti degli Italiani, in fetterémefli,comedegni d’effer narrati per tuto| mondo: ma(e dirne el uet lecce ;ufofa parola di[odoco Lodoui co,Segretario del Rede Polonia, qualche poco minorische per fama fi referifchano,douerfî credere, Quincile faccende degli Spagnosli, de Franciofi,& de T'edefchi, tanto fon anche più uecchie,quàto piu preftamenteil ben faper fauellare ella lengua hanno infieme con l’atme congiunto. Imperoche,quando s’auuidder di quello effi altrefi;confifter la forza,& la potenza nelzl’arme,& nelle lettere la laude,& la gloria, ageuolrnente interuenne;che coloro, iquali erano© eguali;ò fuperiorijagli Iraliani nella Marzial uirtu;una piu{pedita lingua Hauendo anche pigliata d’ingegrio parimente gli habbin uinti.Quincie che di qual fi uoglia ge:e,ò di qual fi uòglia populo; fono i fatti tinto piu chiari;i quanto
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quantodhedalatterihuo?nÀCconpod'oro,mo, ciendpol:yornequali!Anattt;ditta,terneacquicijiunmatamo!potrioniiloileguar
Jim