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Lib.11.
chenella chiefa di Praga fi rizzalfe atciuelcouado,& fulle azion dell’ arciuefcouo di Maganza, e'nfieme l'autorità d’incomia, la qualehaueua quel di Maganza, all’ arciuefecouo di Praga futle trasferita: Novtificò parimente il nuouo uelcouo di Maganza, è principi, che conuenifsino alluocodiputatò per fare enpiuta la uoglia del pontefice;& dichiarando tiacar l’imperio e elet-to Catlo te della Bogemia in re de Romani da certi pur pocchi de princlpi. Etuolendolo iluefcouo di Cologna corrotto con buona fomma di danari incoronare, faceuan ri-fitenzagli Acquefi,&l’ Imperadrice, la quale era all’ hornell[? Hollandia. Lor intendendo Lodouicò la nuoua elezzion fatta del tre de Romani, énìtra nella Suetuia per ha-uernotizia dé glianimi de nobili:i quali trouò tutti interi. Siche chiamati in$pira i principi,&lecitta dell’imperio, niun uifi trouò, il qualeo l’elezzion fatta di Carlo appro-ualle, è deprocefsi del pontefice tenefle conto, affermando tutti«che ftrarebbon fermiinfede. Poco pofcia uentuto Lodouico in N urinberga,& eflendo lieto;& allegro in unconuito, fentendofi pugnere il cuore, gli uenne oto tto d’effere{tato auuelenatoPer tal conto fi letta firtbitamente da tania tecondotl€:gittarlo fuora. Imperoche hauendo pigliato(pelle uolte ueleno> COfi fi curaua.addunche da tauola,& ando a uomitare& non otendofi miffeadandare càecia perrifcaldare,& dar forza al corpo co'l muouerfi,& affaticarfi,& ad un grand’orlò ape:batte per percuotere, il quale andandogli con impeto uitilmente in contro, è gittato aterra del caurallo, in fragnefi tutto il corpo per lo graue colpo. Si che rimanendo al tuttofenza forze,& fenza fentimento,& pofcia in te ritornato alzando gli occhi al cielo‘riega Dio , che habbia mifericordia dell’anima fua, X furoi peccati gli perdoni, Di poioe l’anno di Chrifto 134.7. dell’imperio 33, Il Nocchiere ordina È titoramorte di lui in queltà forma. Giouanna ducheila dell’ Auftria> hauendo d tornar dellaSueuia nell’ Auttria,uolle uifitar Lodouico imperadote: nel qual giorno difiderando ilprincipe trouarfid Monaco aduno fpettacolo con effo lei laquale era rimafta tredoua dimoglie perl’adietro d'Albecco duca dell’Auftria,& fornite allegra mete tutrele cofe, beendo il principed' nn bicchiet medefimo potrtogli dalla ducheflà in un tratto fi fentiagsgrauato.Ondepigliando da cio occafione, per farel’ efercizio fen'ando è cacciare,& percoffo di poi da parletico,touino da cauallo in terra,& à mano è mano fpirò. Cuimortouolò aforno la fama, che egli fuffe ftato atrofsicato nel bicchiere, Il chenondimennonfucofa chiara. Et tu fepellito nella murata terra di Monaco nella parrochialchiefa dellabeata uergine Maria, allato alla mogliefua Beatrice. Ethebbe due mogli,delle quali
ffoluta dalla giurildizsronare ilre della Bohes.
laprimiera Beatricefi glitrola del duca della Pollonia, generò Lodouico>& Stefano:la
diluiherede,'impadrice incoronata, generò Lodouico Romano, Ottone , GuillielmoAlberto,& Elifabetta&c. I
ouela feconda Margherita figliuola di Vuillielmo conte dell Hollandia, della contea -
:"Carl O t° della Bohémia nipote difigliuolo del fettimo Ark|' go primieramente regnando Lodouico fu da alcu-ni eletto, e'ncoronato in Bonna,ma non fu tenuto perlegittimo Céfare, quando fu motto anche Lodouico.Ondecoftor quattro; il Paslatino, il Brandebutgefe,quel della Sanfogna, eluefcouo di Magia:za eleflero Gunthero conte di Schuartzenburg: il qualnon dime:no attofsicato,fi mori poco poftia. Carlo aduncire mettEdo in ifpèdizione una grande pecunia,fi concilio i principi da ogni banda:&Eentrato nell’ Italia riceuette in Roma l’imperial corona,a giunteuiquefte condizioni, che egli non dimotalte lungamente nein Roma , ne nell'Italia . DiPpoiellendo quit dimorato pochi di,come per andare à caccia ufcito della città, ron ha-utdo dato eHetto ueruno al difiderio de Romani , i quali gli richiedeua, cherinouaffel'orpriuilegi, arriuò a Melano : ouecoSfermo à Vifconti con una bolla d’oro il uicartiato
lelerader qualche pecunia.Coftui p comidameto del potefice{cacciò cò armata mano Setta de flaa
lafetta fupertiziofa deflagellati, la quale era gia penetrata quafi per tuttal' Alan gna. 8elatmpero-
oftume peruòmitare il ueleno,8 1’ ImpèratotàSalto€«uenelato»