Epistola.
mandato chriftiano, fi come da quella, come diffeChristo, fonno conosciuti i fuoi difcepoli fideli.Quali afcosti teforiba egli trouati? Quantin' hafcoperti per falfi che ci pareuano buoni? Se noi pu-re vna particella ne metteffemo in opera, vedrestivna ineftimabile pace quiete in te, vn para-difo in terra. Et quando di quella ha dato piena cognitione, del fuo ordine, lode triomfi ha parCato, all' hora con grande fpirito, fi conuerte permolte prediche a eftinguere il fuo contrario, cio ègl'odij, rancori, inimicitie, partialità. Il che feè neceffario per tutt'il modo, ma maßimaměte perla noftra Italia , lo laffo giudicare, a quelli che han-no pur vn pochino di cognitione d'effa: qual fiaftata gia tante centinara d' anni, quale anchorfia.Dipoi tratta christianißimamente delle cofe ciuili, non meno neceffarie ai fudditi che a principi.Et fe bene io delle mille cofe diuinißime che qui ficotengano, no n'ho ditto bene vna meza. Lo fo perche fon tale che volendole io laudare, effendo tan-to degne di fode da per fe, non le poffo fe non im-brattare renderle indegne. Ma queste pochecofe ho voluto dire, aciò che vedendo vna fcintilladelle vtilità dell' anima tua, che qui fi contengano,non te le laẞi facilmente tor di mano, dal falfo ti-more, religione hipocritica, ma che con maggio
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