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in tal cafo, fe quefto tale voleffe felicitarfi nella prefente vita, douerebbe viuere a modo di beftia, conpigliar fi di per di, tutti quelli piaceri che poteffepigliare, però fenza infermarfi,& non penfareallo aduenire in alcun modo. Imperò che, immediate che quefto tale voleffe incominciare a antiuede-re, a accumulare, a fare giardini in aria, conla fua carnal prudentia, entrarebbe in mille folli-citudini, anfietà, cure, fatiche, timori, fofpetti, emufationi, paßioni, cruciati, miferie& inferni:cofifarebbe miferrimo, non folo per effer senzaDio , ma anco per priuarfi per fe fteffo con la fuapropria prudentia, di quella piccola felicità, chepotrebbe hauer nella prefente vita, nel modo cheThanno l'altri animali. Tal che io giudico, che fe-mota la religione in tutto dall'huomo, meglio perlui farebbe l'effere vna beftia, che buomo con pru-dentia. La prudentia humana adunque, come quella che è diabolica peßima, non puo fe non nuo-cere all'huomo, in qualunche ftato fi truoui. Leifuquella la quale figurata per il ferpente, fece perdere alli primi parenti quel loro felice ftato. Però fonno in tutto ftoltißimi miferrimi, quelli li quali,con laffargli di fe fteßi la briglia in mano, fi com-mettano in tutto al fuo impio, pernitiofo& frene-tico gouerno, fe bene ilcieco mondo li magnifica,