X XII
per effe alli foro peccati, di piu meritare il paradifo, dico che fonno floftißimi: la ragione è que-fta. A eßi che fonno dubij della immortalità dall'a-nima, quando verranno alla morte, il trouar di lavn'altra vita o non trouarla, li è come vn gioco diventura: peròficome farebbe ftolto vno che a vngioco di fortuna, giocaffe tutt'il fuo, effendo ric-chißimo, contra vna vanißima ombra: cofi, molto piu, è ftolto colui, il quale con viuere ne pecca-ti, fi mette a pericolo, fe poi fuffe vn'altra vita, diperdere in vna pofta, Dio , la fua gratia, il paradifor ogni bene: di piu di andarfene per femprealbaratro infernale. Et che ci giouarebbe, fi comeMatth.16 diffe Chrifto, fe haueffemo aquistato quefto mon-do, di piu godutocelo mille anni,& con patirdetrimento la nostra anima, perdendo per fem-pre il paradilo, defcendeffemo all'inferno? Nonpoffano li piacerier difpiaceri di questo mondo,in modo alcuno compararfi alla felicità de beati etmiferie de dannati: tal che doueremo, non folometterci a rischio di perdere tutti li piaceri delmondo, ma volontariamente priuarcene, per ve-dere fe poteffemo( non dico per fempre) ma pervna hora fola, ftare in paradifo: cofi douere-mo contentarci di ftar piu presto fempre nelli fa-ftidij del mondo, che per vna hora fola nell'infer-
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