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fra noi effo no ci è conuenientia, fimilitudine neproportione alcuna, ma vna infinita diftantia, cipare ch'egli fia da noi lontanißimo, come se nofuffe. Et fe pur qualche volta habbiamo qualcheleggiera opinioncella che Dio rifguardi a noi, fubicognofcendo che l'habbiamo ingiuriato, nonlo vedendo con viua fede in Chrifto placato, et perdolcißimo Padre, ce l'imaginiamo come vn feue-rißimo fignore& giudice, contra di noi irato: pe-rò no poßiamo collocare in lui le fperanze noftre:ma fiamo fforzati in fieme col primo parěte a fuggire, afcondercir diffidarci di lui. Tal che fe benc'interueniffe, che abandonati da tutte le creature,fuffemo neceßitati d'hauer refugio a Dio , in ognimodo non ce gli raccomandaremo con tutt'il core,ne con ferma fiducia,& fecura fperanza d'hauera effere efauditi, fi come ci è debito e ci fi couiene:& tanto piu, quanto che vifto Dio non hauer maipatito, penfaremo che non haueffe di noi copaẞione.Doue dall'altra parte, perche le creature ci fonno inanti agl'occhi, babbiamo con effe conuenien-tia& fimilitudine, hanno di noi qualche pietà,molte di effe, non folo non fonno ftate da noi ingiuriate, imo hanno riceuuto da noi de benefitij, fia-mo inclinati a metter le fperanze noftre piu in ef-fe che in Dio ; et maßime ne gl'huomini, per effere