XXV
della medefima fpecie, fingolarmente ne gl'amici parenti, per efferci piu profimi: mafopra tutti fiamo inclinati a fperare in noi medefimi, per effere a noi, non dirò piu fimili proßimi, ma connoifteßi vna medefima cofa.Et qui fi puo vedere lagrande ignorantia, cecità fuperbia dell'huomo,poi che hauendo l'effere ogni bene da Dio , dalqual folo puo fperare& hauere benefitij, lo laffa,er aderisce con le fperanze fue all'ombre del mondo, le quali per effere vanißime, pendere in tutto da Dio , non poffano perfe fteffe farci bene alcu-no.Per quefto il figliolo di Dio defcendendo dal cielo, prefe, non gl'angeli, ma il feme d'Abraham, a-ciò che effendoci cofi proßimo, fimile, della medeftmafpecie, huomo come noi, intimo amico, ftrettoparente& fratello, fuffemo al tutto inefcufabili,fe non ci confidiamo in lui. Et tanto piu quato checol fuo fpirito, alli fuoi eletti, con fpeciale illaffo, fegli fa piu intimo, che no gl' è illor proprio fpirito.Per quefto anco volfe Chrifto, nel patire nell'altre cofe, eccetto che nel peccato aßimilarfi ali fuoifratelli, aciò fapendo chef noftro fommo pontificeChrifto, ba efperimentate le miferie noftre, pensaffemo che egli ci bara compaßione,& cofi fperaffemo in lui. Volfe anco per noi morire in fu la croce,aciò che vifto in lui e per lui efferfi fatisfatto alli
pecca