XXVI
le cofe del mondo, dico che non fonno vere fperanze quelle, mediante le quali gl'huomini fperano dbauere a preferuare ò a recuperare la fanità permezo de medici ò medicine, con por in effe la lorconfidentia, d'hauer a ottenere la fententia in lorfauore per mezo del giudice, aduocati, procuratori, amici, parenti, fauori, prefenti, inganni, ò ragio-ni: d'hauere a defenderfi, ò a fuperare gl'inimicifuoi per mezo delle fue forze, o della fua prudentia, d'hauere ad aquiflar robba, amici, fauori, honori, dignità, fcientia, virtù,& altre cofe del mondomediante il lor ingegno, prudentia, follicitudine, diligentia, aßiduità virtù: cofiance d'hauer,con quefti mezi a preferuare, ò a augumentare lepreditte cofe.Hor quefte tutte fonno prefuntioni,
non vere fperanze, per non effere fondate inDio , ma nelle cofe del mondo: però quefti tali, reftano fpeffo confufi, per effere vane, no vere le fperanze loro. Sonno anco molti li quali fe ben fpe-rano d'hauere da Dio de beni temporali, corpora-li fpirituali, il paradifo, no per alcun merito loro, ne de fanti, ma folamente per pura gra-tia di Dio interceßione di Chrifto, nientedime-no la loro non è vera fperanza, fe ben'è fondata inDio : quefto perche non hanno per fine di quelle for fperanze& defiderij la gloria di Dio , mai
Core