XXVII
do, che ricerca l'ordinatißima carità. Et di piu, noMatth. 6 debbano i Chriftiani effere folliciti, fi come Chriftodiffe, in penfare dire, che mangiaremo, che beremo, di che ci veftiremo, fi come fanno li Gentili, liqualino credano che Dio habbi cura prouidentia di loro: non ch'el Chriftiano non debbi vfare debita diligentia& follicitudine, in far la fua arte, ilfuo efercitio, le fue opere, e cofi in procurarcon mezi honefti d'hauer il fuo premio, di pro-uederfi le cofe neceffarie, imo fe nelle preditte cofefuffe negligente, tal negligentia farebbe in fui dannabile, ma non debba gia effer anfio er follicito inpenfare& temere che fe ben lui fa le preditte cofe,che in ogni modo Dio gli mancarà: tal che l'huomodebba effer debitamente follicito in far quello chefi afpetta a lui, ma non debba gia effer follicito indubitare che Dio non habbi a far tutto quello chefi apartiene a effo.Chrifto danna er proibifce foldmente la follicitudine, la quale nafce da diffidentiadi Dio . Similmente la intentione di Chrifto in dan-nar quelli li quali fonno folliciti per il tempo futu-ro, non fu di dannar la follicitudine di quelli, li quali congregano per poter meglio prouedere alla indigentia de proẞimi loro, fi come in Egitto fece giaIofeph, imperò che tal follicitudine nafce da chari-tà: mala fua intentione fu di dannare e proibirefola-