XXVIII
erano fuperbi, promeffeno di offeruare,& noneofferuorno ftraccio, aciò che veniffeno in cognitio-ne de lor peccati, della loro fragilità, ignorantiamalitia,& cofi fuffeno eccitati a andare per gra-tia a Dio . All'vltimo vfo con noi fomma mifericordia, in mandar Chrifto fuo vnigenito figlio, il qualebenche per trentatre anni fi demoftraffe pijßimoverfo li peccatori, nientedimeno fempre lo perfe-guitorno, tal che all'vltimo con fomma ignominialo pofeno in fu la croce. Et fui di quella morte chegli denno, fe ne ferui a darci vita, demofträdofi allbuomo per effa pietà, quando l'huomo era contradi fui crudelißimo. Et con tutto quefto refufcitan-do, fi moftrò alli fuoi piu volte dolce, pio& placato, gl'illuminò delle cofe diuine, co fargli molte gra-tie. Afcefe al cielo vifibilmente, per eleuar in altolefperanze noftre, reftando però coffuo fpirito interra. Mandò fopra li fuoi lo Spirito fanto vifi-bilmente il giorno della Pentecofte, fi come lo manda inuifibilmente di continuo.Prega per noi, dicontinuo ci fa nuoue gratie, fe ben ne fiamo inde-gnißimi.Non è buomo che poteffe imaginarfi ma-gior mifericordia, di quella che ha vfato Dio connoi. Poi che l'offendemo barebbe con noi vfatogran mifericordia, fe vna volta fola fi fuffe ricordato di noi, ma che madaffe, no vn feruo, ma il figlio,a fanar