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La terza parte delle prediche di M. Bernardino Occhino, non mai piu stampate, nelle quali si tratta della fede speranza & carità ... : con la sua tavola al fine
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X XIX

in verità, fe Dio con la fua gratia, non ci preuiene,s'eglino ci tocca il core, chiama internamente: il che è conceffo folamente agli eletti. Non effen Rom.8do adunque in poteftà dell'huomo il fare il bene, noè anco in fua libertà if violentare co effo Dio a premiarlo. Eben vero, che perche i peccati fonno opere noftre, procedano da noi er fonno in noftro ar-bitrio, tal che fe Dio non l'impedifce, gli poßiamo.per noi medefimi commettere, però con eẞi poßia-mo fare forza a Dio , violentarlo a punirci, ftante che cofi habbi determinato, preuifto predittofi come ba: ma non poßiamo gia per noi medefimi,violentarlo a farci bene. Et con tutto questo, dicoche benche per noi medefimi non poßiamo in mo-do alcuno violentare Dio a farci bene, nientedime-no, Dio è tanto buono, che fi come il padre fi laffamolte volte vencere dalli fuoi figli, cofi Dio fi laffavencere dalli fuoi eletti, in quato che per mera fuagratia gli dona fede, fperanza, carità, humilità, patientia, fpirito, tal virtù e buone opere, che coeffe facendo forza violentia a Dio , lo vencano,non per la eccellentia dignità della lor fede, ca-rità, humilità, o d'alcun'altra loro perfettioneopera, ma perche Dio ha determinato, preuifto: etin tempo preditto, di far delle gratie a chi barà quelfe virtu: Etin quefto modo è vero che Loth, lacob,

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