XXIX
promeffe, è forza che offerui quello che ha determinato, preuifto promeffo. Secondo quefti tali a-dunque, la remißione de peccati, la gratia di Dio , ifuoi diuinitefori, la perfeuerantia, la diuina predeftinatione, il paradifo, e tutt'il noftro bene, pen-de da noi, in modo tale, che è in poteftà di ciascunoviatore il voler le preditte cofe, il defiderarle effi-cacemente, il cercarle, domandarle,& difporfi inmodo tale, che Dio fiafforzato di darcele, poi cheFa cofi determinato.Et io dico con Paulo, che Dio Ephef.1. ciba eletti per mera fua bontà gratia in ChriftoRom.8 non per alcuna opera noftra, tal che, perche ciEphef.z ha eletti,& promeffo di farci caminare a Dio peropere buone, però fiamo fanti giuft, a Dio grati,
ci faluiamo, non perche fiamo giufti, però ciha eletti promeffo faluarci: che fe la noftra falute, in tutto o in qualche parte pendeffe da noi, nonRom.8.4 farebbe ftabile il diuin propofito, ne ferme le diui-ne promeffe, fi come fonno. Non effendo adunquein poter noftro l'opere buone, no poßiamo con effe violentare Dio a darci il paradifo, ne a farci be-ne alcuno. Et quando diceui, Dio non manca maicon la fua gratia, però il difporfi è fempre in noftralibertà. Refpondo che è vero, che no manca mai difar bene a quelli che fi difpongano, ma il difporfi,non è in noftra poteftà, imo non ci difponiamo mai
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