X X X VII
Come Dio folo douerebbe da noiamarfi. Predicha xxXVII.
A bontà è l'obietto dell'amore,tal che lei fola douerebbe muo-uerci a amar quello che amiamo:però non doueremo amare fe nole cofe buone: perche, fecondoche Chrifto diffe, folo Dio è buono in verità, peròlui folo douerebbe effere amato. In lui folo anco èla vera belleza, per la quale fi amano le cofe, laueracarità, fapientia, mifericordia, e tutte le altrevirtù, le quali poffano muouere eccitare all'a-more: imperò che le virtù che fi trouano nelle creature, cofi la belleza, non fonno vere virtù ne verabelleza, ma lontanißime ombre imagini delle virtù, belleza di Dio : imo Dio folo è quello ilquale è in verità, però lui folo debba effere amato.Le creature non hanno vero effere, ma ombratico,però diffe Dio a Moife, io fon quello che fono: co-me s'ei diceffe, Defcëde in Egitto a liberare il populo mio fenza timore, imperò che le creature, perche non hanno vero effere, non poßano fenza menuocerti ne giouarti, ma io folo fon quello, che perche fon in verità, poffo farti& bene male. Etbenche quando fiamo amati, quello amore c'inuiti
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