XLI
d'amarlo quando
quanto ci
piace. Predicha XLI.
I come fe vn' aquila fuffe fenzapenne, in terra legata, feritamorta, non potrebbe muouerfi,non che volare in alto, fe pu-re volaffe, no fi codurrebbe al fole, erfe vifi conduceffe, no volarebbe fopra fe fteffa: bor cofi l'anima per il peccato d'Adam, effendofenza le penne delle chriftiane virtù, in terra lega-ta con lifuoi carnali affetti, per il peccato feri-ta morta, non fi puo muouere, eleuare ne vola-re con l'amore in alto, e fe pure con l'amore po-teffe eleuarfi fopra le creature, non potrebbe in o-gni modo condurfi a Dio , fe vifi conduceffe, nonperò potrebbe con le ale dello amore volare foprafe fteffa, tal che piu amaffe Dio che fe medefima. Dirai forfe quefto effer vero, fe parliamo dell'amorenoftro naturale& fenfuale, col quale non poßia-mo amare fe non noi medefimi, le cofe a noi vti-li, comode, delitiofe& honoreuoli: però con que-fi amori non amiamo Dio fe non per intereẞino-ftri,& folamente in quanto ch'egli ci fa bene: il che
Ttt