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in verità non è amare Dio , ma noi. Ma fe vogliamo parlare dell'amore elicito dalla volontà, horcon quefto poßiamo, fenza altra gratia, amare Diofopra ogni creatura, piu che noi medefimi: laragione è quefta. Non è fi gran ribaldo, che fenza altra gratia, no cognofca non confeßi d'effere obligato ad amare Dio fopra ogni cofa: però fe nonpoteffe amare Dio foprafe fopra ogni creatu-ra, fi come gli moftra& ditta l'intelletto, la fua volontà non farebbe libera, e di piu farebbe natu-ralmente trifta, poi ch'ella no potrebbe obedire allintelletto.Refpodo dico, che fi come Paulo fcriffe, fiamo per natura figlioli dell'ira, però triftiferui del peccato: non però per natura da Dio coficreata, ma per natura in Adam corrotta, però fen-za la diuina gratia, non poßiamo, ne habbiamo li-bertà di poter amare Dio fopra tutte l'altre cose:
cofiè vero che la volontà noftra, per natura inAdam corrotta, è fempre maligna ferua del peccato, in fin che per Chrifto non è liberata. Forfe di-rai, s'el forte cittadino efpone la propria vita perla patria, fenza altra gratia ò lume fopranatura-le, imo et la mano fi efpone per la tefta, fi come fpeffo fi vede per efperientia: per tanto s'el forte politico, fenza altra gratia puo amare piu la patriache fe medefimo: cofi anco la mano ama molte
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