XLIIII
folno è chi facci refiftentia, imo ciafcuno gli prestafauore.E anco l'amore fi fottile et acuto, che giontoche è a dio, fubito penetrado, doue la cognitioe reftadi fuore, ci fa per efperietia guftare quello che l'in-telletto fenza amore non puo cognofcere. Et di piuträfformadoci in Dio , cirende capaci a fentire quelche non faremo atti a potere intendere, fe l'amoreno ci haueffe gia deificati. Però fecodo quefti, fe vo-gliamo hauere perfetta cognitione di Dio , bifognano folaměte ferrare gl'occhi alle cofe del modo, cofdiměticarci infin di noi medefimi, ma di piu è neceffario, laffare tutte le fpeculationi di Dio , coficiechi entrado co l'amore, fi come Moife nella diuinacaligine, doue no puo penetrare la cognitione, figurata per Iofue, el quale no potè feguitare Moife, a-fcendiamo co clamore alla cima del mõte della perfettione, doue fiamo co Moife illuminati de diuin fecreti. Et io dico, che fe ben' è poßibile che amiamodio, fe ben no l'habbiamo mai vifto con gl'occhi delcorpo, nietedimeno no è poßibile che l'amiamo, fein prima no ne babbiamo qualche cognitione: imperò che la volota no puo andare co l'amore a vna cofa, fe in prima no viva l'intelletto co fa cognitioe. Sicome aduque if defiderio prefupone la cognitive della cofa defiderata, cofi l'amore prefupone la notitiadella cofa amata però bifogna che fiamo prima per
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