XLIX
agl'occhi della mente. Ne douerebbe parerci difficileil tenere la mente fempre eleuata a Dio , attefonon folamente l'amore che ci porta, che semprepenfa di noi, ma di piu come effendo infinitamentebuono, ci fiè fcoperto in farci bene, con fommo ec-ceffo d'amore. A quefto fine ci ha creato, operato il tutto, aciò che cognofcendolo per noftro pri-mo principio, vltimo fine, e fommo bene, con illuftrare la gloria fua, operiamo in fuo honore: il chefare è cofa in fe fi honefta, che nel mondo non fi puofar' opera in fe fi vile, che fe è fatta per gloria diDio, no fia gloriofa in confpetto di Dio : ficome anco no puo farfi nel mondo cofa in fe fi gloriofa, chefatta per humani refpetti, non fia abiettißima inconfpetto di Dio.Se deßi tutt'il tuo a poueri, ilcorpo al fuoco, fe non la fai per amor di Dio , ognicofa è perfo, fi come Paulo fcriffe. Se bene a Dio nopuo feruirfi fenza premio, debba niëtedimeno feruirfegli fenzarifguardarfi a effo premio, eccettoche per feruircene in gloria fua. Et quado l'occhiodella noftra intentione è cofi femplice, fincero et puro, tutt'il corpo dell' opere noftre è lucido e gra-to a Dio.Nee cofa che guafti cofil'arte del ben vi-uere, fi come la ftorta intentione, la quale difordi-nando l' vniuerfo, e toglendo a Dio l'honore, fagl'huomini idolatriovani: imperò che tutto quel
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