LVI
fifcuopre con tante maggior gratie, quanto che fiamo in maggior miferie.Non fifdegna fel'offendia-mo, ma ha patientia, tolera, di piu ci chiama, ec-cita inuita a penitetia, vfando con noi le brufche le dolci, fecondo che vede efferci efpedien-te, quando no gioui vfa le forze: imperò che intal cafo ci tira& violenta con l'amore. Tal chetuttili peccati del mondo non potrebbeno fare, cheChrifto non amaffe vn fuo eletto, fiè fermo& fta-bile il fuo amore. Se ben li peccati noftri gridanocotra di noi vendetta,& lui gl'ha fommamente inodio, nientedimeno per quefto non fi commuoue afarci vn minimo male. Eben vero che fenza adulare, da vero amico ci reprende fecretamente nel core, qualche volta per humiliarci publica li pec-tinoftri. Se è bifogno anco ci gafliga, con far tuttoquello che ferue alla noftra falute. Se vuoi vederefe è vero er noftro fingolare amico, confidera cheeffendo noi inimici di Dio , quando non cra chiar-diffe di dire per noi vna parola, per effere efofia Dio e agl'angeli, Chrifto interponendofi per reconciliarci,& vifto che per noi non poteuamo fa-tisfare, prefe per fue tutte le noftre colpe, co patire quel che noi meritauamo, fatisfece per noi.conefporre fe fteffo a tutte le ignominie, infamie, calunnie, vituperij, vergogne, tormenti e cruciati. Ne